Man in the dark

Bello eh? No

Che poi si chiamava:”Don’t Breathe” in italiano. quindi gli hanno dato un’altro nome sempre in in inglese. Che mitici. Di per se l’idea di questo film mi faceva semplicemente ridere. Parlava di un gruppo di ragazzi che andava a rubare in casa di un cieco: sembrava praticamente una cosa di gag per come me l’ero immaginata e tutto mi sarei aspettato tranne che fosse un thriller serio.

Un trio di ragazzi non raccomandabili svaligia case nella loro città. Uno è un genietto dell’elettronica uno un tizio forzuto e una semplicemente la ragazza del secondo. Compiono furtarelli di piccolo livello per non mettersi troppo nei guai, sono bravi; ma presto diventano ingordi e vogliono fare più soldi per potersene andare da casa perlopiù. I tre scoprono che c’è una residenza isolata dove vive un veterano di guerra, rimasto cieco. Questo è anche solo al mondo, aveva una figlia; ma l’ha persa durante un’incidente stradale ottenendo tantissimi soldi in risarcimento. Il trio decide di prendere la casa come bersaglio finale dei loro furti, fare facilmente una cifra più che interessante e risolvere tutti i loro problemi. I guai, ovviamente, arriveranno quando vanno in casa dell’uomo per la rapina, non solo perchè il veterano non sembra poi sprovveduto e perchè ha un cane di ragguardevoli dimensioni; ma perchè il suo stato da:”Povero vecchino arresosi alla vita” non è propriamente vero e i colpi di scena, anche i più folli, non mancheranno di mostrarsi prima della fine della storia la cui conclusione può accontentare o scontentare un pò tutti, a seconda dei gusti.

A dispetto delle aspettative che avevo: questo film non è poi così male ed è tutto tranne che da ridere. Le idee un pò comiche e le battutine stupide che puoi fare all’inizio svaniscono rapidamente nel delirio. Non voglio dire nell’orrore, non c’è un mostro; ma la tensione si fà abbastanza alta in poco tempo. Il cieco e il suo cane, da soli, generano una situazione paradossale e angosciante che ti tiene un pò inquietato per tutta la durata del film. In più…non c’è un vero buono. I protagonisti sono dei ladri, non hanno nessuna scusa e l’antagonista si scoprirà non essere un santo quindi puoi decidere con chi schierarti nel seguire la storia e rimanere in dubbio fino alla fine. Non nego il fatto che io tifassi per il cieco. Il finale, come ho detto accontenta e scontenta tutti quanti, non c’è un lato che vince veramente, quasi si volesse dare la chance di un seguito che, semplicemente, non starebbe in piedi, il film è bello e finito così, penso si potesse osare di più; ma hanno voluto dare un’angoscia continuativa, che ti rimanesse..in parte ci riescono pure; ma insomma. In più, devo dirlo anche se spoilera una piccola scena, questo è il film con l’arma più strana e orribile che io abbia mai visto al cinema in vita mia. Si tratta di una lunga provetta ricolma di sperma caldo. Sì. Hai letto bene. Rileggi: viene usata come arma. Rabbrividisci.

C’è poco da dire sui protagonisti:
Dylan Minnette (che bel nome!), che è un pò il buono dei ladri è..mediocre, mi spiace dirlo, nè bene ne male.
La ragazza,Jane Levy, è carina, questo sì; ma poi? Non ti trasferisce moltissimo in realtà.
Stephen Lang, nei panni del vecchio è bravo invece. Stà zitto per buona parte del film, poi parla anche e lo fà con la giusta enfasi, si comporta un pò come i mostri degli horror senza esserlo, è stato bravo.

Ci sono alcuni semplici effetti speciali, fatti bene per quel poco che sono; ma potremmo chiamarli semplicemente:”decori di scena”. Le scenografie invece non sono affatto male e sono macchinose al punto giusto.

Musica? Nah

Non mi è dispiaciuto questo film, avrei preferito osasse di più, come ho già detto; ma mi ha dato molto più di quanto mi aspettassi.

2 pensieri su “Man in the dark

  1. Pingback: Don’t Breathe: recensione del film

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