The new mutants

Dopo tre anni, finalmente, lo abbiamo visto. Tre anni fà quando arrivavano quei trailer strafighi, horror, con sotto “Another Brick in The wall” che ci promettevano la nuova espansione dell’universo cinematografico Fox. Dove sarebbe nata X-force dalla brace di Deadpool, le ceneri degli X-men e, chissà, magari un cameo di Logan. Poi? Poi la Disney si compra la Fox, Il brand sforna due prodotti merdavigliosi come “Apocalisse” e “Fenice Oscura”, topolino litiga con tutti, poi si distrae per il casino di Spiderman, tanto dei mutanti non gliene frega un cazzo e…poi? Poi il Covid, la gente al cinema non ci può andare, non c’è un cazzo tranne Nolan che si fà una sega allo specchio e un porno-romantico; massì, buttiamoci questo New Mutants che è in soffitta a prender polvere. Non con il logo Disney o Marvel però. Non esageriamo ora.

Danielle vede la sua riserva indiana spazzata via da una calamità soprannaturale. Si salva solo lei e glielo dice la dottoressa Reyes quando riprende conoscenza nell’istituto. Questa scuola che sembra più un ospedale psichiatrico contiene solo uno sparuto gruppo di giovani mutanti dal torbido passato e la dottoressa stessa. Ma i giovani non possono fuggire, sono tenuti prigionieri da un possente campo di forza. Perchè sono lì? La dottoressa deve analizzarli, psicanalizzarli, aiutarli a imparare a controllare i loro poteri in modo che non siano più pericolosi per nessuno promettendo, infine, che si uniranno addirittura agli X-men. Quel posto però è comunque una prigione e forse non è nemmeno tutta la verità. Le cose peggioreranno quando una serie di entità soprannaturali cominceranno a perseguitare i giovani mutanti.

La critica stà stroncando questo film. Tutti su internet ne dicono, al meglio, che è mediocre. “Ma col cazzo!” vi dico io! E’ la degna conclusione di un Brand che, per fortuna, così non si chiude con quella merda di “Dark Phoenix”. New mutants è un film articolato, con dei personaggi curati, una trama semplice e prevedibile; ma efficace e che si presta bene a introdurre i protagonisti e delle scene d’azione accattivanti. Ho passato un paio d’ore veramente buone a guardarlo. Si prende i suoi tempi, questo sì. Per quasi un oretta non succede niente, la tensione cresce piano e ti viene presentato ogni singolo personaggio in modo che tutti (e dico TUTTI) siano caratterizzati a dovere. Quanti film conoscete dove non c’è neanche un personaggio completamente piatto e sterotipato? Dopo la metà si và in crescendo e la tensione psicologica sprofonda nell’horror per poi, come tutti ci aspettavamo, diventare a pieno un qualcosa di supereroistico e quando lo fà…lo fà bene! Io ho solo lodi per questo film che, a fine produzione, posso addirittura dire essere uno dei migliori mai usciti sul panorama mutante.
Per chi se lo stesse chiedendo, non conosco questo arco narrativo specifico; ma i personaggi sono uguali a come sono nei fumetti, sia per estetica che per poteri (niente blackwashing, asianwashing etc etc) cambiando qualcosina solo delle loro origini, incupendole. Le altre citazioni al mondo X ci sono; ma sono fumose. E’ palese il collegamento con la valigetta della Essex Corp in “Apocalisse” e che la Fox stesse puntando a rendere Sinistro il loro nuovo Main villain.
C’è una strizzatina d’occhio al panorama gender, telefonatissima; ma per fortuna la romance non ingombra troppo sulla trama, anzi, fà da contesto.

Maisie Williams è Rhane Sinclair. Lupa era di nome e lupa diventa di fatto. Timida e ferale allo stesso tempo: è stata molto brava.
Anya Taylor-Joy è Illyana Rasputin. Che stronza e che figa al tempo stesso. Le è uscita perfetta, le è calzata proprio come il calzino di Lockheed.
Charlie HEaton è Sam Guthrie. Bravo, dà proprio l’idea del ragazzo per bene, a sua volta spaventato.
Blu Hunt è Danielle Moonstar. Difficile trovare una nativa americana per il ruolo di Danielle, è una protagonista che fà la sua parte in modo decente.
Henry Zaga è Roberto Da costa. Non è andato male neanche lui.
Alice Brava è Cecilia Reyes. Un villain particolare, che non esagera con l’emotività; ma mi è piaciuta lo stesso.
Una chicca: nel doppiaggio originale lo Smaily è doppiato da Marilyn Manson!

Tralasciando il lavoro estetico sui personaggi per renderli uguali ai fumetti; ma uguali in un modo che non succede mai altrove e che ho amato da morire. Gli effetti speciali sono molto ben fatti. Lo è il trucco, lo sono le mutazioni di un dato personaggio e lo è, davvero, la battaglia finale che è decisamente epica. Solo in una scena ho visto qualcosa di ‘falso’ è bruttino; ma una cosa di tre secondi. Pensavo che il film, abbandonato e bistrattato, non avesse molto budget per gli effetti e quindi per questo tirasse il freno, poi no. Alla fine ci sono i fuochi d’artificio.

Un film che comincia come se fosse “Ragazze interotte” e finisce come se fosse “X-men”. Non capisco perchè non vederlo!

Tenet

Dopo lunghi mesi di Covid Nolan arriva al cinema con il suo nuovo capolavoro (o almeno si spera). Poi dipende se vi piace Nolan, premetto che a me non faccia impazzire; ma se uno è bravo è bravo. Questo Tenet tanto atteso, anche per la carenza di proiezioni, ci salverà?

La storia ruota attorno al Protagonista (D’ora in poi ‘Lui’ non perchè non ricordi il nome; ma perchè non verrà mai nominato nel corso del film) che è un agente speciale; ma fà una finaccia. Si ritrova quindi invischiato in qualcosa di nuovo. Visti i suoi meriti, viene reclutato dalla Tenet, una fumosa organizzazione segreta che vuole salvare il mondo. Ma da chi? Dal…tempo? Viene frettolosamente istruito sugli oggetti ad entropia inversa, complesso a spiegare; ma fondamentalmente sono cose che vanno indietro nel tempo. Mettete caso che voi vi versate dell’acqua. Un acqua a tempo invertito và dal bicchiere alla bottiglia. Ovviamente alla Tenet hanno le pistole a tempo invertito coi proiettili che rientrano in modo da poterci fare le figate. Lui quindi parte insieme al neo-compagno Neil ad assaltare la torre di un trafficante di armi prima; ma poi per essere instradato al più pericoloso Sator, un criminale spregiudicato di origini russe che è spregevole con tutti, moglie inclusa. Lui si ritroverà invischiato negli affari criminali e privati di Sator sparando a tutti avanti e indietro nel tempo in un caos che ci accompagnerà alla fine.

Sono stato un pò combattuto su Tenet; ma nel giro di un oretta avevo deciso se mi era piaciuto o meno. La verità è che, no, Tenet non lo reputo stò granchè. Vi spiego anche perchè.
Per prima cosa mi pronuncio sul punto che per me è sempre il più importante. La storia. La trama di Tenet è delle più banali mai viste. Sia in altri film, che in opere di minore portata, Tenet copia, o ricalca, o più realisticamente cade in una quantità di clichè e banalità narrative incredibli. Più avanti produrrò un pezzettino con spoiler per chiarirvi meglio. Comunque c’è proprio poco e l’unica idea originale sono queste cose a tempo invertito che, però, presto lasceranno il campo ai viaggi nel tempo veri e propri e quindi ad un tasto ormai tanto banale che pure la Marvel ci ha basato i film.
Come secondo punto i personaggi non sono troppo carismatici. Ho trovato il protagonista molto neutro (sarà per quello che ha un nome così spoglio?) e poco accattivante. Migliori i comprimari; ma quasi tutti banali, antagonista incluso.
Come terzo punto la complessità. Tenet è un film di Nolan e si vede perchè si spara dei pipponi venendosi in faccia da solo su quanto sia figo, magnificente, arzigogolato e maestoso. La storia è un misto di tempo avanti e indietro, predestinazione, viaggi nel tempo, compresenze temporali e tutto un rigirio che si basa su un gioco di parole antichissimo (Il Sator appunto, di cui Tenet è l’unica parola palindroma). Ma stà enorme complicanza riporta al punto uno, una storiella de spie che se sparano, Pew! Pew! Il problema è che, di fronte a molto caos, il montaggio è serrato lasciandoti pochissimo tempo per capire cosa stà succedendo (e certe parti dovresti seguirle in due sensi o ricollegarle) e per seguire le spiegazioni. Volendo essere maligni, forse è voluto, perchè anche se il film si fà le domande giuste, poi si risponde cose del tipo:”Ecchisenefrega?”. Io. Io che guardo il film me ne frego, testa di cazzo.
Detto questo, non è che ti siedi e vomiti. Tenet è davvero maestoso e serrato e questi sono punti positivi. Gli effetti ti coinvolgono, la trama ti tiene sempre incollato e non ti permette mai di annoiarti, l’azione è tantissima. Inoltre e lo ricalcherò più avanti, il pregio di questo film stà in una regia e un montaggio spaventosamente buoni.
Ma può un filmetto diventare un capolavoro per un valore tecnico? Probabilmente per un cultore del mezzo sì, per uno come me che usufruisce in primis della trama…no.

Jhon David Washington è Lui. Il figlio di Denzel, per ora non è al livello del padre. Ha un aspetto compito, quasi da Bond; ma è poco coinvolgente. Forse colpa del film più che sua.
Robert Pattinson è Neil. Io odio Pattinson per motivi personali fra me e lui. D’altrocanto qui è l’unico che recita davvero bene e che ha un personaggio davvero bello. Se uno è stato bravo bisogna dirlo.
Kenneth Branagh è Sator. Come cattivo và anche bene, poi il personaggio era di carta velina; ma non è colpa sua.
Elizbeth Debicki è Kat. Che dire? Che è blanda come (quasi) tutti e te la ricordi più per la particolarità del suo aspetto che altro.

Andando sul tecnico, wow! A me non piacciono le scene d’azione con le sparatorie; ma qui, con la scusa dei proiettili a tempo invertito, tutto è più complesso, interessante e bello. In realtà non tanto i proiettili; ma i combattimenti montati metà in un modo e metà al rovescio sono una vera bomba e realizzati con una maestria notevole da qualcuno che deve averli pensati molto e bene. La ‘tenaglia temporale’ proposta alla fine del film è incasinata; ma bellissima, in particolare c’è una scena che riguarda l’abbattimento di un palazzo con gli RPG che mostra la potenza e la ‘figaggine’ di questo tipo di azione. Praticamente tutte le scene più belle del film possono essere viste sia in avanti che all’indietro, spettacolare!
Questo è il punto. Il film non sò come sia stato girato; ma suppongo in due volte. Una parte per le scene avanti nel tempo e una per quelle indietro (o le hanno rigirate da capo tutte e due due volte?) e poi le due parti unite in inquadrature uniche, montate ad arte fornendo un’amalgama perfetta e ottenendo grandiosi risultati. Non c’è dubbio quindi che la messa in scena e il montaggio siano un opera non solo rimirabile; ma degni di un premio (che, vista anche la penuria di film di quest’anno, non vedo difficile poter arrivare).

Tenet è un film che potete vedere e potrebbe piacervi; ma non è un capolavoro ed è inutilmente complicato. Molti vi diranno di vederlo due o tre volte per capirlo bene (magari al cinema una, fate voi).

!!!!!!RELIOPS——————

Purtroppo io in questo film ho visto sia delle brutture che dei buchi di trama. Ammetto che l’ho visto una volta sola e in tarda serata (la proiezione è finita oltre la mezzanotte) e sono sicuro che sono io a non avere capito qualcosa; ma questa è la mia recensione personale quindi dirò anche le mie castronerie.

In primo punto il film si basa tutto su un palindromo che viene usato solo per dare i nomi alle cose: Tenet, Sator, Opera. Non hanno una vera congiunzione, sono solo nomi che ha buttato lì “per fare figo” riazzeccandoli nella trama.

In secondo luogo il film, che si basa su un palindromo, non lo è. Sai che figo se la scena iniziale (della quale si capisce poco perchè siano lì, chi siano realmente, a cosa mirano gli antagonisti eccetera) era poi la fine del film (e a quel punto si capiva tutto)? Invece però no, è una intro e basta.

Ma come funzionano le ferite da armi invertite? Perchè sono peggiori di quelle normali? Se uno che si muove al contrario nel tempo ti spara…sempre un buco ti fà anche se il proiettile passa al contrario.
Tralasciando il fatto che potresti essere morto, poi di colpo un proiettile ti attraversa e sei vivo e già ti viene mal di testa a pensarci.
Quando Kat viene ferita viene portata nel tempo invertito per guarire; ma non è che guarisce subito perchè la ferita và al contrario, solo non muore subito; ma ha un decorso di una settimanella. Sinceramente non ho capito assolutamente perchè.

Nel futuro qualcuno inventa un arma per distruggere il creato e la manda nel passato perchè non venga usata. Ma quanto è opinabile questa cosa? Io posso mandare nel passato l’ordine di cercarla e ho letteralmente secoli per trovarla.

Inoltre i cattivi sono gente del futuro che vuole distruggere quelli del passato, viene detto “perchè inquiniamo il mondo e quindi loro sono in un mondo di merda”. Quindi se uccidi me che getto le cartacce te nel futuro non hai le cartacce in strada.
Io ho capito così, pare che ci sia anche l’idea più assurda di poi dal futuro migrare tutti nel passato sterminato; ma non l’ho capita io.
Rimane una puttanata che crea, forse una linea temporale diversa; ma chi ti dice che sia così? Il film non ti fà vedere linee temporali diverse, anzi si basa tutto sul fatto che le cose si mischiano nello stesso tempo, Quindi:
Se vengono indietro si sterminano da soli dal futuro.
“La teoria del nonno” citata è che se uccidi tuo nonno tu non esisti. Ma il film (e qui ho rosicato) ti dice:”Non si sà se è vero. Macchisenefrega, se loro vogliono farlo, lo fanno!”
Chissenefrega?
Io stermino tutta l’umanità, me incluso per fare una prova se funziona o no la teoria del nonno? Ma sono un cattivo con la Laurea del CEPU?

Sator ha più senso, lui è solo un bastardo morente che ha preso calci in culo nella vita e come ne “La roba” di Giovanni Verga (rendiamoci conto cosa si copia in un film del 2020) decide che:”Roba mia vieni con me!” e vuole distruggere tutto.
Ad ogni modo di cattivi col braccialettino che:”Se mi si ferma il cuore è Game Over, quindi non potete uccidermi” ne avrò visti 1524 in vita mia.

Mi sono completamente perso il contatore nella scena di guerra alla fine del film. Era il conuntdown per il momento in cui Sator muore, dato che lui viaggia nel tempo e si spoilera le cose (Serie e film inclusi, poteva dircelo che GoT sarebbe finito a merda e ci salvava tutti!) e quindi doveva esplodere il mondo?
Sì? No? Davvero non ho capito.
Che poi perchè Sator si manda info dal futuro per non perdere mai; ma perde lo stesso?
Che poi non si capisce più ad un certo punto se Sator riceve la roba a tempo invertito o se se la manda da solo (forse entrambi? Ci stà).
Infine…stì tornelli chi gli ha detto come farli? Gli uomini del futuro? Perchè? Cosicchè la gente del loro passato vada ancora a fare casino più indietro nel passato? Che ci guadagnano?

Sempre per la banalità ho capito subito che Pattinson sapeva tutto perchè veniva dal futuro ed erano amiconi, perchè pure questo è banale.
Per lo stesso motivo Kat che invidia quella “donna così libera” era chiaramente la stessa Kat (un marito caratterizzato così non sembrava proprio puttaniere oltretutto).
MA!
La vacanza non era accaduta mesi prima? Quindi Kat ha viaggiato indietro di mesi per poi riandare avanti? Ma diciamo pure che era accaduta solo una settimana prima (almeno 9 giorni sono, per forza). Il viaggio nel tempo non è istantaneo, te devi stare a tempo invertito tanto quanto vuoi viaggiare. Quindi non puoi mandare persone troppo indietro nel tempo perchè invecchiano (o tornano bambini, non lo dice); ma qualche settimana, mese o anche anno sì.
Kat torna alla sua vacanza, trova suo marito e lo uccide (prima del tempo perchè:”mi levi gli schiaffi dalle mani” come mi diceva mia madre; ma vabè, sorvoliamo).
Lui muore.
Kat di quel tempo lì torna alla barca.
Il marito è morto. Come fà ad essere lì? Se lui non c’è perchè è morto si crea un paradosso così grosso che letteralmente tutto il film non avviene.

SE invece pure Sator era tornato indietro sapendo che sarebbe morto e solo per godersi la vacanza un ultima volta…
1) Che cazzo ho appena scritto?
2) No…davvero. Eh?
3) Lui è malato e sà che morirà di malattia entro un paio di giorni magari e torna lì perchè era una bella vacanzina? Diciamo che lo accetto, che lui sà quando la malattia lo uccide perchè si scrive dal futuro (da morto?).
4) Lui torna alla sua vacanzina dove c’era anche LUI STESSO (mi sale una bestemmia) come cazzo fà? Fà le cose a tre lui, lui e la moglie? Non è geloso di se stesso poi? Non si autopesta i piedi? Non si sovrappone a se?
5) Se lui comunque tollera tutto stò casino, ci sarà un qualche sgherro, lavapiatti, portapreservativi che sà che lui è lì dal futuro e ci stà per ogni evenienza e che possa dire al Sator del passato:”o guarda che te torni dal futuro fra tre mesi; ma poi sei sparito di colpo, mica per infarto, hai fatto una roba alla Houdini” e far sospettare l’omicidio?

Infine, l’epilogo. Kat telefona a Lui ogni volta che le gira. Lui vede il messaggio và da lei indietro di qualche giorno e ammazza gente. Paradossi…di paradossi…di paradossi…di uno che non può leggere sul giornale che lei è morta 2 giorni fà senza fare stà strambata della telefonata nel tempo? MAH.

Capite che, con tutti questi dubbi uno si perde un pò il piacere del film. Poi probabilmente ero poco sveglio io e magari sono poco acuto in generale; ma insomma.

What men Wants

Il film originale con Mel gibson era una commedia con un pizzico (pochissimo) di sovrannaturale. Abbastanza carina, riscosse un discreto successo. Questo film ne inverte semplicemente le parti.

Ali è una pubblicitaria e lavora in un grande studio di uomini. Ha un assistente Gay e un bel gruppo di amiche eccentriche. Ali è una persona orribile, drogata di lavoro, arraffasuccesso, scarsa nei rapporti umani e in generale arida. Durante l’addio al nubilato di un amica, Ali beve un filtro che, sorprendentemente, le farà sentire tutto quello che pensano gli uomini. Questo cambierà la sua vita, la avvicinerà al successo, a capire i colleghi, il suo assistente e anche gli uomini coi quali ha rapporti così pessimi. Peccato che lei usi il potere in modo smaccato e assai inutile fino ad un finale banale e immeritato.

Questo film è noioso e brutto. E’ un film fin troppo volgare con cazzi finti per tutto il tempo, battute di sesso di continuo personaggi veramente sopra le righe e molto poco d’altro. La protagonista à stronza e non guarisce davvero mai da questa sua condizione, gli vanno solo meglio le cose. L’escamotage narrativo, è poi usato malissimo e il film stenta a decollare. Si ride…forse 3 o 4 volte e mai per qualcosa che dice o fà la protagonista che è più che altro avvilente e imbarazzante.

Taraji Henson è Ali. Tipica comicità dei film ‘neri’ americani o almeno ritenuti tali. Non ne esce mai. Atroce e priva di carisma.

Non c’è niente da dire sul piano tecnico di questo aborto meschino.

Alcune musichette sono passabili; ma non hanno una loro incisività narrativa.

E’ un imbarazzante film brutto. Evitatelo.

I’m not okay with this

La pubblicità parlava di un: “nuovo Stranger Things”. Gli episodi duravano solo venti minuti e cercavamo una compagnia mentre pranzavamo. E’ così che siamo finiti a vedere questa serie dal nome troppo lungo e decisamente poco illuminato della quale vi faccio una sinossi.

Sidney è Orfana. Vive con la madre e il fratellino in una cittadina del cavolo con niente di interessante. Và al liceo e ha una sola amica. Non le interessa praticamente niente, è apatica e depressa, un pò per la morte del padre; ma sopratutto perchè è adolescente e deve farlo pesare a tutti quanti, compreso a chi guarda la serie. Sideny è noiosa, moscia, disinteressata e stronza per la maggiorparte del tempo. La sua crescita interiore e i suoi problemi ci vengono snocciolati, sono tanti, molto comuni e probabilmente uno spettatore adolescente ci si ritroverà (o forse anche no). Ci sono personaggi secondari come il suo ‘quasi ragazzo’ Stanley o la sua ‘amica’ Dina che se la cavano meglio di lei; ma lei ha una cosa in più. Lei ha i superpoteri. Sidney sembra sia una telecineta in erba, con energie che non conosce, non controlla, non sà da dove vengono e si manifestano solo nei momenti di forte stress. Lei non li coltiva, li reprime, non se ne interessa, in una chiara quanto pallosa metafora sulla sessualità. La storia prosegue tirando per le lunghe da morire sulle cazzate e alla fine succede un casino.

Carrie fatto male. Tutta il racconto vuole solo parlare delle tribolazioni adolescenziali e ci butta lì una spruzzatina di superpoteri per rendere il tutto un poco più interessante. Il problema è che li relega proprio in un angolino mentre quelli sono l’unica cosa interessante che c’è. Sebbene abbia una sua crescita e migliori, la protagonista ti risulta antipatica per quasi tutto il tempo e ci si ritrova a parteggiare per chiunque tranne che per lei. Personalmente a me piaceva il fratellino più di tutti. Il finale è scontatissimo per chiunque conosca un minimo King e della sua prima opera e anche se è aperto (Arriva Xavier o Magneto?) chissenefrega?

Sophia Lillis è Sidney. Se il personaggio è una merda Sophia proprio no. L’enorme gamma di espressioni, emotività, facce sghembe, movimenti strani, sbalzi d’umore…è stata bravissima!
Wyatt Olef è Stanley ed è molto più nella media; ma non male.
Sofia Bryant è Dina. Nella norma anche lei, tutto ok (due attrici protagoniste che si chiamano “Sofia” sai che casino sul set?).

Gli ambienti sono Okay e anche l’uso dei pochi effetti speciali non è male. La regia non mi ha colpito particolarmente.

La colonna sonora è mediocre, non ti tocca mai. O almeno non a me. Ci prova eh, ha una sua personalità e penso sia pure inerente al contesto quindi ci hanno lavorato; ma…boh.

Non posso davvero consigliare questa serie, è una noia. Anche io quindi non sono ok with this. Anche Netflix, ha cancellato la seconda stagione.

War of Cybertron

Ho visto la pubblicità e mi sono fiondato a vedere questo “War of cybertron” serie di tre capitoli che, però, non sò se ho visto tutti perchè la trama mi pare già conclusa. Però ho visto 6 episodi e dice “capitolo 1” vedremo.

Di cosa parla questo titolo animato dei Transformers? Di quello di cui parlano SEMPRE i Transformers. E’ un antefatto alla serie classica di quando ero bambino che racconta una storia vista in mille flashbacks (l’ultimo dei quali ottimo, visto in “Bumblebee”). Ovvero? La guerra su Cybertron con i cattivi Decepticons che sono in lotta con i buoni Autobots che poi, SPOILER, scapperanno sulla Terra. E’ così anche nei film, dovreste saperlo se sapete cosa sono i Transformers. Quindi vedremo più o meno i soliti personaggi dettagliare un pò di più la solita storia con qualche variazione al tema; ma è sempre la stessa ciccia.

Come ho fatto capire, non c’è troppo di nuovo da dire. Un personaggio può sembrare meno buono del solito, uno più caratterizzato, uno anonimo può essere più curato; ma il concetto è sempre quello. Per uno come me che sono 40 anni che vede i Transofrmers c’è un pò poco di interessante. Non ci sono stati incredibili colpi di scena e neanche tanta epicità (nonostante ci provino). Sì, hanno svecchiato il setting; ma insomma…
Che poi perchè nello spazio hanno la forma di macchinine? Questa cosa era già stata corretta decenni fà, boh!

A livello tecnico siamo…medi. Una specie di Toon shading molto avanzato che fà sembrare tutto un gran bel videogiocone con macchine meccaniche molto espressive. Le battaglie sono un tripudio di “PEW PEW!” e laseratine, sopratutto agli areoplani che li beccano sempre, poracci! Le parti di rissa corpo a corpo sono un pò meno noiose; ma in generale è tutto un gente che si spara i laserini e casca in terra facendo clangoretti de fero.

Insomma, bellino; ma niente di eccezionale, anche un pò noioso.

Sono la bella creatura che vive in questa casa

Ho visto questo film su Netflix, fondamentalmente perchè dovevo cucinare e mi faceva compagnia. Diciamo che quindi l’ho seguito con attenzione un poco inferiore al solito; ma mi è tornato utile, presto capirete il perchè.

Lily è un infermiera, deve assistere una signora ormai senile direttamente a casa. Tutto il giorno tutti i giorni. Non ha giorno libero, è un pò illegale; ma vabè. Le vediamo interagire con persone esterne alla casa, fare una vita da reclusa; ma normale. L’anziana la chiama “Polly”; ma lei non ci fà caso pensando che sia rincoglionita e basta. Passa il tempo, lento, interminabile, monotono, noioso. Dico anche per la protagonista, non solo per chi guarda. In questi lunghi silenzi l’impressionabile Lily viene tormentata dall’idea che ci siano ombre nel buio, dalla vecchia che dice che Polly vive lì nei muri, dai libri dell’orrore che questa scriveva e di uno dei quali le parlano:”La ragazza nel muro”. Insomma la giovane diventa un pò paranoica. Oltre a questo c’è un muro che marcisce progressivamente e non si riesce a farlo sistemare. Tutti questi elementi porteranno, alla fine a una scena emotiva e poi a un finale misterioso; ma non troppo.

Questo film si basa su due cose: atmosfera e plot-twist finale. Per questo leggete una sinossi molto stringata sul finale. Partiamo dall’atmosfera però che è innegabile. Tutto il film è cupo, silenzioso, lento, ti cala nella vita di Lily. Una vita triste e vuota, malinconica e solitaria, piena di zone buie da fissare lungamente. Il plot-twist io l’ho intuito nel primo minuto del film: in realtà le cose sono un pò diverse da cosa ci si può immaginare, al punto che comprendere cosa sia successo non è banale…quanto il fatto stesso. In definitiva il film langue in una lunga noia, non c’è azione e non c’è neanche vero terrore, solo atmosfera e mestizia. L’orrore viene dalla depressione. C’è un continuo tentativo della voce narrante di spiegare la cosa, anche prima che succeda e durante tutto il film, ripropone l’ambientazione che è tanto banale che noi la ignoriamo, quando è la chiave di lettura del tutto.

Ruth Wilson è Lily. Praticamente unico personaggio del film. In realtà una buona interprete per le discrete limitazioni del suo ruolo che è pacato per quasi tutto il tempo.

Gli effetti speciali sono minimissimi, utili per creare l’atmosfera che è il punto di forza del film, come la regia che ti spinge a cercare nel buio qualcosa e chiederti se lo hia visto davvero o no.

Mea culpa, non ho seguito abbastanza bene da apprezzare le musica di qeusta roba.

Non mi è piaciuto, lento, inconsistente, poco originale.

Anon

Anon è un film fantascientifico dal cast accattivante e dal concetto interessante, per quanto non nuovissimo. Andando avanti con la trama, però, più che fantascientifico sembra quasi un cyberpunk un pò noir. Detta così è complicata, quindi vado a raccontarvelo che è meglio.

Sal è un detective di polizia. Il suo è un mondo molto tecnologico nel quale tutti hanno una sorta di videocamera nell’occhio che li collega a Ether. Ether è una specie di internet che proietta realtà aumentata (con immagini e informazioni) direttamente nell’occhio di tutti e rende gli stessi telecamere sempre attive. Non c’è privacy in Anon se qualcuno vede qualcosa e non solo la gente può passarsi i filmati di cosa hanno visto; ma la polizia può accedere ai dati di tutti per fare le indagini che vuole. In questo contesto invasivo un serial killer inizia ad uccidere le persone Hackerandone gli occhi e facendoli vedere con quelli dell’assassino stesso che stà per ucciderli. Sal, detective eccellente, viene chiamato a indagare sulla faccenda e messo a parte di una commissione che lavora al caso ed è così che rintracciano Anon. Anon è una haker estremamente abile che naviga per Ether offrendo i suoi servizi per cancellare registrazioni oculari che la gente non vuole possa essere rintracciata in nessun modo. E’ una tecnica tanto illegale quanto difficile e la Hacker stessa sembra essere un soggetto incredibilmente tosto che riesce a tenersi al di fuori dai controlli della rete. L’indagine si farà serrata e porterà a scoperte notevoli che mostreranno anche quanto distopico sia quel mondo.

Figlio di altre opere del genere, Anon funziona abbastanza. In se porta una chiara eredità del mai troppo decantato:”Strange Days”; ma non mancano anche punti in comune con “Minority Report” o altri prodotti Cyber in genere (a me ha fatto pensare alla lontana perfino a “Phsyco pass”). La sua carenza di originalità non pesa però in quanto la piazza in un setting leggermente nuovo e dal concept più moderno. Sal è un personaggio carismatico (Quasi alla Dekard) forse troppo, perchè scopa per metà del film. Capisco che non dispiaccia; ma ci hanno calcato veramente tanto e spesso non ha fini di trama. La storia si evolve repentinamente e ha un finale a sorpresa…forse troppo. Diciamo che la scoperta in se non è capibile dallo spettatore finchè non arriva (o non lo è stata solo per me?).

Clive Oven è Sal. A me lui piace come attore e qui tiene il ruolo benissimo in tutte le sue sfumature di grigio.
Amanda Seyfried è Anon. Non me ne voglia; ma non mi ha colpito particolarmente se non per notare che: “ah, ma qui ha i capelli neri”.

Molto interessante la rappresentazione di Ether con tutti i collegamenti e come si piazza dentro la visuale dei personaggi. Ben fatta e inquietante. Ben girate le scene di Haking (anche se quelle dal killer sembrano un pochino un videogame) e mi è piaciuta la realizzazione grafica di una cosa in particolare che non posso specificare; ma che è il punto di forza di Anon.

Secondo me la musica non colpisce particolarmente e rimane molto in secondo piano rispetto al resto.

E’ un film guardabile e che ha i suoi momenti se vi piacciono le distopie.

The old guard

E’ praticamente un mese che voglio vedere questo film; ma ultimamente lavoro troppo per non riuscire ad addormentarmi come mi siedo sul divano. La vecchiaia, la bavetta, neanche Charlize Theron ce la fà più!

Tutto il film ruota attorno a questo gruppo di supermercenari. Questi hanno tutti un semplicissimo talento: essere immortali. Ognuno di loro vive da (almeno) secoli e guarisce da ogni ferita. Hanno una specie di sensazione che li fà incontrare e si cercano in giro per il mondo per stare tutti uniti. Questo anche perchè si sono imposti una specie di missione di aiutare il prossimo visto che loro possono e lo fanno..beh, ammazzando un casino di gente. Il punto di svolta nelle vicende di questo esercito di quattro persone arriva quando contemporaneamente identificano un quinto immortale che devono quindi recuperare e qualcuno li prende di mira per un motivo non inaspettato. Devono sezionarli, studiarli, capire i loro poteri. Cominceranno a volare proiettili e indovinate un pò chi vince tra mortali e immortali?

A difesa del film devo dire che c’è un pò di trama e abbastanza caratterizzazione dei protagonisti; ma d’altrocanto è tutto molto semplice e banalotto mentre le vere domande che ti puoi porre sono riassunte in:”non ne sappiamo niente neanche noi”. Parlando di soldati immortali mi immaginavo una cosa molto più epica e con diversi flashbacks sulle vite dei personaggi negli eventi maggiori della storia; ma in realtè è solo uno shooter carino con un pò di superpoteri buttati lì qualche dialogo tamarro che tamarro non è risultando senza senso e il cattivo più brutto mai visto prima d’ora. Ah, una cosa; ma perchè mitizzare tanto l’iconica ascia senza poi parlarne mai?

Charlize Theron è Andy. Lei è brava e lo sappiamo; ma il film non permette troppo di brillare e neanche il personaggio che deve essere molto distaccato.
Kiki Layne è Nile. Lei poteva davvero fare qualcosina di più come fulcro narrativo del film; ma andrà meglio alla prossima.
Matthias Schenaertsè Booker. Lui aveva un personaggio davvero buono! Poteva davvero darci tanto! Ma invece no.
Marwan Kenzari è Joe. Il personaggio più bello del film e recitato decentemente.
Luca Marinelli è Nicky. A parte che mi fà piacere vederlo qui è stato bravo.
Harry Mailing è Merrick. Un personaggio terribile per il quale hanno scelto qualcuno che lo facesse sembrare ancora più sfigato. Non sò: è un pugno nell’occhio in tutto.

Gli effetti speciali ‘alla wolwerine’ sono fatti bene e piacciono. Nelle scene action si gioca anche sull’immortalità dei protagonisti quindi c’è un pò di originalità (se vi piace vedere la gente che si spara). Esplode poca roba per essere un action, bravi!

La colonna sonora di questo film c’è, si sente bene e sono sicuro che acchiappa un pubblico più giovane; ma per me manca del giusto mordente o dell’epicità che avrebbe avuto un Rock più classico.

In verità è un film gradevole, senza troppe pretese.

————–SPOILER IMMORTALI!

Le idee erano proprio tante e proprio buone; ma sono rimaste lì. Perchè non hanno fatto vedere i due che si incontrano alle crociate e combattono? Perchè non mettere qualche scena delle guerre più famose?
Inoltre giustificare ogni cosa soprannaturale con il fatto che nessuno ne sappia niente (perchè sei immortale, perchè smetti di esserlo, cosa sono i sogni e perchè arrivano) è una faciloneria esagerata.
L’idea del traditore è proprio buona e forse la più sensata del film, avrebbe meritato più emotività (come qusi tutto il film).
Il cattivo ha quasi ragione nel suo voler sperimentare e cercare di replicare il DNA dei protagonisti; ma ha dei metodi schifosi ed è ottuso. Senza motivo ruba l’ascia di Andy e poi ci và in giro come se avesse trovato l’arma dell’apocalisse. Nella scena in cui muore, tra l’altro, le protagoniste fanno una complicatissima coreografia per fermarlo quando bastava premere un grilletto. Boh.
Davvero, l’ascia di Andy viene mostrata per tutto il film, è nella locandina, il cattivo la esalta…e? E’ solo un ascia strana. Potevano renderla un artefatto, un legame affettivo…un qualcosa!!

Revisions

Questo anime fà parte del “mucchio di Netflix” visto che il canale mette a disposizione un sacco di roba, spesso autoprodotta, di qualità altalenante tra l’alto e il basso. A seconda dei casi. Il vantaggio di questo anime era di essere già doppiato in italiano (quindi di visione più comoda rispetto ai subbati) e anche di essere spacciato come di genere “mecha”, che a me piace tanto; ma ormai è in declino purtoppo.

L’ambientazione è standard. Gruppo di Liceali giapponesi in una Tokyo normalissima, residenti nel centralissimo quartiere di Shinjuku. I sei protagonisti, però, sono sopravvissuti ad un cupo avvenimento del passato: uno di loro, Daisuke, era stato rapito da un qualche fantomatico criminale e gli altri hanno tentato di salvarlo riuscendoci anche grazie all’intervento di una misteriosa donna di nome Milo. Questa, non solo uccise il criminale; ma fece una serie di profezie sul futuro ai ragazzi dicendogli cose importanti su come avrebbero dovuto comportarsi. Fra queste dice a Daisuke che lui sarà l’eroe che dovrà salvare tutti quanti. Mentre gli amici, però, col passare degli anni iniziano a dimenticarsi dell’evento, lui no. Legato da queste parole profetiche è rimasto un fuoricasta, un esaltato e uno strambo che male si integra nella società. Questo fino a che tutto il quartiere non sparisce e viene portato di secoli nel futuro con tutte le persone che contiene. Milo ricompare spiegando loro che mica lia veva presi in giro, che quello è il futuro e ora c’è la merda. Merda che si palesa sotto forma di enormi mostri meccanici dal nome di Revisions. La donna consegna loro macchine da combattimento (una sorta di armature potenziate) dal nome di String Puppet che, per una qualche ragione, sono settati per funzionare solo col DNA dei ragazzi. I giovani si ritrovano così come unico baluardo di difesa tra i nemici e gli abitanti del quartiere, Milo come unica guida che parla a nome di una specie di misteriosa organizzazione temporale di resistenza che, però, non fornirà mai più altre risorse di alcun tipo e una città nel panico, senza risorse di sorta e con una situazione politica che si andrà progressivamente complicando. Infine i Revisions si dimostreranno non essere semplicemente di mostri; ma un associazione militare con vari leader e un piano ben preciso che i nostri dovranno contrastare.

Questa è quella che io vorrei definire, bonariamente:”Una commercialata di merda”. C’è veramente poco di buono in un anime come questo e quindi penso che andrò per punti partendo dalla cosa più importante di tutte. La trama è stupida, sconclusionata, inconcludente e pure brutta. Non è vero che tutte le trame con i viaggi del tempo sono belle e questa ne è la riprova! Qui non torna niente (molto peggio che in Avengers che tanto è stato criticato, lì è arte al confronto!) e il tempo è un gomitolo incasinato e senza senso. Non solo quello però non torna, con viaggi indietro e avanti che stridono con la logica. Succedono diverse cose…stupide; ma tanto. I buoni agiscono proprio a caso e la fazione che li aiuta, li aiuta poco e non si capisce perchè. Inoltre le vicende dei civili e di chi tenta di gestirli sono noiose, inutili e cercano inutilmente di essere epiche quando non possono farlo. Positivo è lo svolgimento di alcune vicende che, da classicissime, sfociano poi in colpi di scena e sbandamenti del comune binario, questo glielo concedo e tributo volentieri. Ad un certo punto viene a crearsi un oggetto senza un motivo vero e proprio, letteralmente a cazzo, che è potentissimo e viene usato in un modo sempre a casoo, così. Si crea anche tutto un personaggio assolutamente a cazzo, con relativo robot, che non se ne capisce il senso. Sempre a caso c’è l’unico robot degno di tale nome, che poi non si usa più perchè no. Se devo essere buono gli unici che agiscono con un modus operandi che ha quasi un suo perchè sono i cattivi, che un pò alla fine ho iniziato a stimare anche perchè…si passa al punto due: i personaggi!
Non solo il protagonista, Daisuke, è orribile. Inizialmente sembra che l’escamotage dell’esaltazione lo renda più spontaneo nell’affrontare bene la situazione assurda; ma mano a mano che la trama và avanti si comporta da idiota e fà cose senza senso fino alla fine dove dovrebbe pure migliorare; ma un pò a caso. Tutti gli altri personaggi sono un “mucchio di stereotipi ammassati lì” in breve smetti di ricordarne il nome e ne confondi pure le facce. Meno male che hanno le tutine colorate tipo Power rangers! Milo è una scopiazzatura mediocre di Yoko di TTGL e questo la rende uno dei personaggi migliori e infine, non fatemi parlare dei civili. L’unico degno di nota è il ‘sindaco’ che è palesemente il signor Burns dei Simpsons fatto anime. Non scherzo, penso sia fatto di proposito visto che è anche abbastanza stronzo. I cattivi si presentano con tre personaggi: la bona, la loli, il pupazzino. Tre sterotipi. Vuoti pure, che si sparano pose da signori del male e hanno corpi finti; ma veri; ma boh. Di questi uno alla fine brillerà; ma davvero e diverrà l’unico personaggio che mi è piaciuto che ha detto e fatto cose incredibilmente intelligenti e coerenti con la sua natura e portato in essere un bel pò di colpi di scena.
La parte dei robot è molto; ma molto, deludente per qualcuno che vuole vedere un anime mecha. I robot hanno poca caratterizzazione, quasi nessuna epicità e uno stile grafico mediocre. Non sono neanche veri robot; ma tutine potenziate con l’abitacolo a vista. I mostri dei cattivi sono TUTTI uguali, in una noiosa banalità e solo due hanno una forma diversa e di questi solo uno combatterà davvero e nella battaglia finale. Oltretutto questi scontri noiosi non sono assolutamente il fulcro del narrato; ma anzi le battaglia tra macchine sono una cosa di sfondo della storia.
La fine è un casino spaziotemporale sconclusionato che ricerca una certa epicità trovandone pochina. Consta dell’unica battaglia veramente articolata e, và detto, decente e di un buonismo esagerato per dare l’happy ending a tutti. C’è pure il minaccioso “tanto torno!!”. Torna torna, tanto io non ti guarderò.
Questi sono i 4 punti del perchè Revisions è una cagata pazzesca.

Il doppiaggio italiano è ok. In realtà sono pure bravi e non è colpa loro se i personaggi che doppiano fanno schifo e sono così poco ispirati.

Passiamo al livello tecnico, anche qui ci sono due cosine da dire. Si vuole sdare con la moderne tecnologie di animazione per fare i fichi (fà parte del rendere un prodotto commerciale tale, farlo sembrare moderno e dargli una ‘copertina’ accattivante). Tutto è in 3D e si vede, siamo ai livelli di filmati per videogame animati meglio. C’è effettivamente un progresso nella tecnica tale da rendere apprezzabile il disegno; ma si continua a notare la rigidità di moltissimi elementi e anche la pochezza di alcune animazioni. Come le battaglie che sono più noiose di quelle del Goldrake degli anni 70. In 50 anni non siete riusciti a fare una roba migliore, sarà il caso di fare Seppuku? Gli effetti di luce e particellari (sopratutto questi) sono fatti benissimo e usati tantissimo, non si è badato a spese. Certe volte stonano un pò con la scena e sanno di ‘appiccicati sopra’; ma vabè. Il designe dei personaggi mi piace, il concept diciamo, peccato per la resa.

Sai cosa però? La colonna sonora è buona. Le sigle sono davvero fiche e la opening l’ho ricanticchiata spesso. E’ deprimente avere fomento per una sigla che poi non si ripercuote bene nelle scene di lotta tanto da farti coinvoglere perchè…queste sono poche, ripetitive e brutte.

Sinceramente Revisions non è consigliabile se non per come ne ho usufruito io. Come tappabuchi mentre fate altro.

——————NONOSTANTE TUTTO, SPOILER!!!

Ah, che Bella Chiharu! Ha come è Ganguro e fetish e puttanone a tutti possono farcisi le pippine sopra! Ah, come è sborona e capa dei cattivi che gli altri sono pirla! Rimirate il potere di Chiharu che si incarna! Guardate come diventa sboronossissima! Finalmente si prende un corpo fisico e sarà enorme, sparerà calci in culo e tette in faccia a tutti. Guardate come il robottone invincibile di Chiharu sembra…orribilmente simile a tutti gli altri, la scarsità di fantasia Regna! Sììì! Ecco Chiharu che si rianima, mirate che stà a puppe fori pure dentro al Mecha occhio che ora vi romper il cu….ah, è morta?
Ho Riso abbastanza. Le sbrodolata di otto ore sulla reincarnazione presagiva la classicissima Boss Battle e invece no, colpo di scena e viene spappolata prima di fare chicchessia. E’ stato veramente divertente, soddisfacente e non solo ha sovvertito una banalità; ma ha anche levato dai piedi un personaggio che era puro fanservice e mai mi sarei aspettato di vederlo morire se non tipo nell’ultima puntata.
Quindi diamo a Cesare quello che è di cesare, nonostante poi sia diventata una palla di iperspazio senza un nesso logico…è stato comunque bello.
Tra l’altro se anche i superboss avevano degli involucri banalissimi…perchè quello di Nicholas invece era un Mech serio, tra l’altro con superpoteri di gravità decisamente sboroni? Boooh! Talmente grosso che non ci combattono nemmeno, le buscano solo.
Sempre Nicholas quando si dimostra essere il vero cattivo, non perchè era il capo; ma perchè era il più furbo di tutti, mi è piaciuto tantissimo. “Possiamo portare il virus nel passato e trovare la cura, così non vi ammalerete e la guerra non si fà!” “Ma anche no. Io ora sono ultrapotente, se fossi sano non sarei nessuno!” zitto con i colleghi sulla proposta e via a organizzare massacri etnici. Davvero l’unico personaggio bello; ma bello tanto almeno lui.
Interessante anche la NON possibilità delle romance. Sembra sempre che Milo debba pigiarsi Daisuke; ma poi è piccino e al massimo un bacio sulla fronte (e non si meritava di più). Allo stesso modo c’è stà MariMari che pare avere una cotta per lui. Lei è inutile, la tettona coi codini e la voce tenera che frigna in fondo allo schermo. Ho sperato che morisse. E della prof che offre il suo corpo per fare qualcosa di utile? Una scena abbastanza agghiacciante con una nota di dark disperato che..è sembrata fuori contesto. Insomma hanno tentato di buttare lì un pò di romance (tutte incentrate sul protagonista) e poi niente..hanno mollato. Forse era meglio non accennarle neanche.
Ultima nota…i cattivi sono tutti palesemente Tanuki. Non Sono sicuro di aver capito perchè, forse perchè usano avatar che non sono davvero i loro corpi e quindi lo suggeriscono con il fatto che sono questi spiriti metamorfici? Boh.

Bad Batch

Cosa ho visto? Boh. Ho visto un distopico con un cast incredibile e inaspettato. Un prodotto dall’apparenza Trash e dall’anima che fà quasi sospettare di mirare incredibilmente in alto. Poi ho visto anche tanto deserto.

Non userò nomi di personaggi perchè il film mica te li presenta. Veniamo introdotti ad una specie di futuro distopico dove alcune persone vengono ‘scartate’ e buttate, credo, fuori dagli USA: in un Messico abbandonato. Non vengono scartati solo i criminali; ma anche chiunque venga ritenuto deforme o imperfetto per qualcosa. Da questo il titolo che significa letteralmente:”Lotto cattivo”. Viviamo la vicenda dal punto di vista di Bionda. Questa inutile decerebrata viene rapita, mentre si trucca in un auto abbandonata, dai cannibali. Si scopre quindi che c’è una società di Cannibali palestrati guidata da Jason Momoa. Un uomo con uno spiccato talento artistico, una bambina (l’unica che vedremo mai) e tanti tatuaggi. Dopo diverse peripezie e un Jim Carrey, Bionda arriverà nella città di Comfort. Lì i rifugiati cercano di vivere come si stà nella società precedente, in una sorta di baraccopoli guidata da una specie di Tiranno carismatico che dona a loro l’illusione di essere felici per vivere bene lui. In tutto questo Bionda e la bimba di Momoa vengono palleggiate in giro senza apparente senzo logico. Poi si arriva anche a una fine.

Questo film sembra essere un trash, parte così e lo accetti per questo motivo. Tutte le sue stranezze e tutti i suoi no-sense, vengono tutti scaricati nel:”ma tanto è un trash”. Mano a mano che và avanti, però, sembra sempre più voler avere un significato nascosto, piazzarci delle metafore, voler fare una critica sociale, sentirsi degno di lunghi silenzi e immagini meditative. In generale il film si dà delle arie di essere una cosa impegnata, forte del suo gran cast, mancandone clamorosamente il bersaglio e non riusciendo così neanche a passare per Trash perchè la comicità involontaria viene a mancare rapidamente. Il personaggio protagonista, poi, è irritantemente inutile al punto che, penso, potrebbe essere una scelta quella di averla resa così indecisa, ottusa e incomprensibile.

Jason Momoa è un capo dei cannibali dal fascino misterioso e l’insensato animo gentile che, và ammesso, è un pò il ruolo di Comfort di Momoa quindi gli esce pure bene.
Jim Carrey è un vecchio mercante eccezionale. La recitazione fisica di un personaggio muto dice di più di quella pratica del resto del cast.
Keanu Reeves è un leader capitalistico funzionale, un Immortan Joe affascinante che…annoia e basta.

Le ambientazioni da slums desertiche sono fatte in modo discreto e ricche di messaggi impliciti che lo spettatore dovrebbe cogliere. Un lavoro minuzioso che, a mio avviso, và sprecato nel prodotto finale. La violenza è incredibile, ben girata e rappresentata.

La colonna sonora non è neanche malaccio.

Questo film forse è per fini palati che ne capiscono una (suppongo) decente critica sociale eccetera eccetera. Per noi poveri mortali è brutto e noioso.