Justice League

Hanno mantenuto la sorpresona!

Non volevo vederlo. La Warner Bros ha fatto solo schifezze. Per me si salva davvero solo Wonder woman e, un pochino, Suicide Squad. Non volevo vedere più nulla di loro. Batman Vs superman era la pietra tombale del cinema loro. Però i miei amici volevano andarci e..il trailer era una merda ragazzi. Brutto, senza senso, niente di interessante da vedere. Uno schifo. Mi ci hanno portato e io pensavo di dormirmela per bene. Vi avverto che in questa recensione c’è uno spoiler minore. Ovvero rivelerò una cosa che si sapeva già dalla fine del film precedente e…dai titoli di testa di questo.

Superman è morto. Tutti sono tristi per questa cosa. Il mondo è triste è sfiduciato. Il supereroe più esagerato e senza senso di tutti non c’è più e chi ci salverà? Batman. Allora state apposto direi. Batman che ha scoperto che ci sono dei mostri insettosi brutti e capisce che è un segno del casino. Vuole creare un gruppo perchè..non si capisce. Pensa di non farcela da solo e vuole radunare supereroi tutti insieme seguendo le tracce lasciategli da Luthor. Conosce già Wonder Woman e insieme rintracciano :Flash, Cyborg e Aquaman che vengono rapidamente introdotti. In realtà l’atlantideo non pare così voglioso di unirsi, non subito almeno. Si capisce poi che il male in se è un tizio dal nome di Steppenwolf che..è una specie di barbarone cosmico demoniaco ultraforte, resistente e veloce con un’ascia che si incendia e tira labbrate. Lui comanda un esercito di insetti che sono attratti dalla paura come falene e vuole ritrovare tre bei cubi magici, o ipertecnologici che siano, per riunirli e trasformare la terra nel suo infernale pianeta natale. Roba facile. Siccome nel recuperare spettacolarmente i vari cubi rompe le scatole un pò a tutti aiuta la squadra dei buoni a formarsi, almeno quella. Il team però ha un’idea brillante che non si sentiva più o meno dall’anno zero e ci si impegna veramente tanto. Imprevistamente questo scaturisce in una rissa tra amiconi davvero epica; ma che dura poco. Mentre qualcuno girottola per il Kansas e riprendersi: i supereroi cercano il malvagio che si trova, casualmente, dove la realtà stà andando a peripatetiche. Arrivano così in una specie di Chernobyl de Noartri dove scatta il battaglione finale. Lungo e intenso dove in effetti ognuno dà il suo meglio; ma non sembra bastare per sconfiggere il micidiale Stepèpenwolf. Poi arriva quel qualcuno e finisce subito tutto. Ciao!

Il film è congegnato bene al livello di trama, pecca in qualche ingenuità; ma è carino in molti punti e non ha troppe assurdità. Alcuni personaggi sono un pò snaturati da come li ricordiamo; ma non troppo da infastidire. Batman è un pò meno cool; ma non troppo. Flash è..un coglione che fà battute che non fanno ridere, Acquaman è un bonazzo, Wonderwoman una bonazza, Cyborg…un giovane travagliato dalla CGI e poi c’è Lui. Il cattivo non è approfonditissimo; ma non stona, non è stupido, ne percepisci davvero la minaccia in tutte le scene dove arriva e fà un macello. Lui, i suoi gregari insetti, il suo piano..li percepisci molto più di come succede nei film Marvel, quindi ben fatto! I combattimenti sono bellissimi e spesso orchestrati acutamente. Alcuni sono terribilmente epici. Tra le scene memorabili c’è Steppenwolf contro le amazzoni. Giuro, ogni scena delle amazzoni è orgasmo puro. Le attrici, i costumi, gli ambienti, le scelte registiche. Il pezzo con le amazzoni è come rivedere una parte di 300: e io amo 300. Non male neanche l’assalto ad Atlantide però dove compare una tizia che probabilmente è un supereroe a sua volta, che io non conosco; ma che fà tipo magie con l’acqua veramente fighe a vedersi. Altre parti ricordano il videogame “Injustice”, il picchiaduro con gli eroi DC, così tanto che penso sia un tributo. Combo precise con la vista laterale dei due omini che combattono, ti manca giusto il joypad in mano. Il duello tra superamici è bello, tanto, perchè è più terrificante del duello contro i cattivi. Lì conosci la vera paura. I tributi tanti, tantissimi, molte strizzate d’occhio che penso manderanno in visibilio i fan. ho riconosciuto perfino io diverse cose e io non leggo nè ho mai letto niente della DC. Bellissimo, per esempio, il momentino piccolo dove si vede una Lanterna verde (che un pò mi piaciucchia). La cosa peggiore del film, però, è il divario tra i protagonisti. C’è chi dice che “ognuno ha il suo momento” ed è vero. Flash per esempio a malapena combatte eppure è molto utile, fà altre cose; ma il divario di potenza vero e proprio…è terribile. Si parte dal fondo scala: Batman. Lui è umano, a parte parlare del suo meme preferito non fà molto di più. In questo film Batman è una pippa e anche i minion dei cattivi lo picchiano: perchè lui “è solo umano”. Sopra il pipistrello c’è tutta la compagine degli amichetti suoi coi superpoteri. Loro picchiano i minion abbastanza facilmente e le toccano di brutto da Steppenwolf, loro sono quelli bilanciati. Poi c’è lui che ROVINA IL FILM. Il personaggio più odioso dell’universo DC. Perchè è troppo forte e fuori scala per tutti. Per lui il cattivo è una minaccia talmente risibile che devono inventarsi cose per tenerlo occupato altrimenti il film finisce subito. Se c’è qualcosa di veramente brutto in Justice League è la presenza di questo rompicoglioni orribilmente sbilanciato rispetto all’universo in cui vive. Per tutto il film c’è una lunga parentesi incentrata su una famiglia di russi il cui intento narrativo è fumoso. Più che altro non si capisce perchè si meritino minuti di girato visto il loro semplice scopo. In generale la fotografia è molto epica e spettacolarizzante, ci sono scene simil-quadro che gridano “Snyder” e che a me piacciono un sacco. C’è anche tanto fanservice. Fatto dal culo di WonderWoman per i maschi e dagli addominali di Acquaman per le femminucce. Parità dei sessi! Finale carino e due scene post credit decenti.

Ben Affleck è Batman. Imbolsito, stanco, debole. L’ho trovato goffo e a disagio, talvolta emulo di Ironman, pure troppo, altre volte ombra di se stesso. Raramente brillava del vero pipistrello.
Jeremy Irons è Alfred. Causitco, compassato, impettito. Perfetto.
Gal Gadot è Wondewoman. Non riesco a giudicare la futura madre dei miei figli, scusate. Ecco ho sbavato la tastiera.
J. K. Simmons è il commissario Gordon. Peccato lo si veda per poco perchè sembrava ben calato nel ruolo!
Jason Momoa è Acquaman. L’ho trovato simpatico, abbastanza ispirato, ottimo per il ruolo tutto sommato.
Ezra Miller è flash. Lui non è che non renda l’idea del personaggio che ci propone. E’ che quel personaggio non mi piace.
Ray Fisher è cyborg. Nero, ombroso e…boh, troppa computer grafica addosso, spesso un pò falsa.
Ciaran Hinds è steppenwolf. Anche lui è CGI e urla perlopiù, però ha il suo perchè.
Amy Adams è Lois Laine pucina alla riscossa contro le coccole. Ha fatto le giuste facce carine.
Henry Cavill è LUI. Fanculo a LUI anche se…in realtà l’attore è stato bravo a metterlo a schermo e a umanizzarlo un pò.

Gli effetti speciali sono incredibili. Steppenwolf fà paura solo a muoversi. Batman ha mille cazzatine e gli insettacci cattivi sono inquietanti. Quasi tutti i combattimenti ti urlano epicità in faccia con violenza e sono una goduria per gli occhi. Oltretutto lo sono senza battute dementi nel mezzo. Cyborg non mi piace. Sembra uno avvolto nel domopack, mi spiace. Capisco l’intento; ma no. Flash è molto bello visivamente. Dovevano rendere un potere uguale a quello di Quicksilver della Marvel senza che sembrasse una copia e…ce l’hanno fatta. Flash è molto più “super” per come si muove e l’abuso di affetti speciali (i fulmini, bellissimi!) aiutano a dargli un tono epico eccellente e ben caratterizzato. Wonder Woman combatte con quei bracciali in un modo che avrei pensato risultasse stupido e invece…cacchio che spettacolo che è. La cosa più brutta rimane LUI. No, non perchè lo odio; ma stà tuta di plastica blu lucente fà davvero Big Jim, sembra un pupazzino.

La colonna sonor aè davver buona. Non solo ha temi ben pensati e molto ben usati. Non solo cita canzoni popolari nei giusti momenti; ma mett ein atto anche un sapiente ricilo di colonne sonore famose di personaggi importanti protratte negli anni strappandoti il petot con una nostalgia eccezionale. Forse è il meglio che io possa volore dal comparot audio di un film. L’ho trovato estasiante e io sono uno che di solito nemmeno la sente la musica nei film!

Alla fine non è che sia privo di pecche; ma comunque Justice League sfora la sufficienza ampiamente ed è certo meglio di quella cafonata ridicola di Thor Ragnarock, anzi è il miglior prodotto DC mai fatto e se la vede anche con altri film del genere, diciamolo, Avengers incluso (anche se la vedo dura a vincere per colpa di LUI).

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The Blind King

Questo film aveva una locandina minimamente accattivante; ma era la produzione parzialmente italiana la cosa più interessante dello stesso. Sì, non è che siamo così bravi nel cinema horror; ma se dobbiamo dirla tutta la curiosità c’è sempre di scoprire se un compatriota ha fatto qualcosa di buono nonostante i chiari ostacoli culturali ed economici.

Craig e Jennifer vivono insieme, l’uno il padre dell’altra. La madre è scomparsa da tempo e sono soli, anche un pò male in arnese. Lui non sembra navigare nell’oro e, sopratutto, non riesce a gestire bene la sua vita al punto che tenta di convincere la sorella ad andare a vivere con lui con una certa insistenza; ma con scarsi risultati. Jennifer non stà benissimo però e sembra perseguitata da visioni, sogni, illusioni che poi prendono forma nei suoi disegni. Lei li mostra agli adulti cercando di far capire quello che vede, anche perchè la piccola non dice una parola da ormai molti anni e quella è un pò la sua forma di comunicazione. Chi ci crede al mostro brutto? Beh, nessuno. Il mostro più brutto di questa storia, a tutti gli effetti, sembra Craig che è una specie di uomo di merda. Non conclude niente nella vita, è un perdente, non riesce a superare certi ostacoli basilari, non si preoccupa come dovuto della sua famiglia, non si occupa delle persone a lui care…è uno schifo. Però instaura un rapporto strano con la bambina iniziando a dire che ha visitato i suoi sogni e visto anche lui il mostro degli stessi. Inizia così una specie di battaglia a colpi di trip con questa creatura chiacchierona che non si capisce bene se sia davvero malvagio, se in realtà tenti di aiutare i protagonisti o se sia il fantasma di uno psicologo. Si arriva ad un certo punto dove si dubita anche della natura stessa della creatura chiedendosi se il film sia un vero horror soprannaturale o se invece sia qualcosa di più profondo,contorto e psicologico. Poi alla fine scopriamo la verità, è una merda.

E così ho già detto la mia, potrei pure chiudere qui. Questo film è, come preannunciato, orribilmente low-budget. Pochi ambienti resi’spaventosi’ dalla mera incuria, la vuotezza di mobili, la scarsa illuminazione. Attori abbastanza cani e poco coinvolgenti, una trama veramente antipatica, poco interessante, che umilia continuamente un protagonista riuscendo benissimo a suscitare, anche nello spettatore, il disprezzo per lui. Di contro: non riesce a generare alcun mitismo per ‘il mostro’ che sembra più una carnevalata con problemi logorroici. Ci doveva essere qualcosa di Nightmare in questo film? Dio, spero di no. Il finale ci propone una serie di colpi di scena anche inaspettati; ma con un risultato davvero scarso che più che entusiasmare lo spettatore lo smontano completamente. Quando si arriva alla fine, poi, il vaffanculo sembra salire proprio dal cuore. Una parentesi a parte và per il comparto audio che è fatto da cani! Il doppiaggio è stato incollato lì nel niente, senza suoni ambientali, completamente staccato dalla scena tanto da risultare disturbante. Talvolta mancano addirittura i suoni che invece si dovrebbero sentire; ma dei quali la traccia s’è persa chissà dove.

Non chiedetemi del cast, mi vergogno per loro. In compenso impera una bruttezza rara in ogni dove.

Gli effetti sono banalissimi. Luci e ombre, scantinati senza mobili per rappresentare labirinti da incubo, persone che sbavano e con la faccia tutta dipinta di nero e un mostro che può essere disturbante; ma che è un mascherone incredibile che non ha niente dell’epica che la trama vuole dargli.

Ci sono le musichine inquietanti standard; ma non sei inquietato.

Brutto, brutto, bruttissimo. Nonostante la trama magari non proprio banale è un film che sfiora il quattro come voto.

Death Parade

Emo a colori

 

Questo l’ho visto su VVVID. Non mi interessava, non mi piaceva lo stile della grafica e il nome mi faceva pensare all’ennesimo prodotto che cavalcava la cazzo di moda Emo che ha influenzato gli anime per molti anni e comincia a sfumare solo ora (grazie al cielo Tokyo Ghoul è stato soppiantato nei cuori dei Fan da Attack on Titan). Una amica, però, me ne fece vedere una puntata e…sono rimasto intrigato dall’idea, quindi ho voluto guardarne ancora. Mi ha catturato quanto basta per vederle tutte.

Il Queen Decim è un bar apparentemente come gli altri. Decim, il suo barista, accoglie gli ospiti che arrivano lì tramite un ascensore, a coppie di due. Gli ospiti non si ricordano mai come sono arrivati lì e lui fà tutto per non agitarli e farli partecipare a un gioco. Dato che non hanno modo di andarsene, lui li sfida sempre in una competizione differente avvisando che chi perde il gioco morirà. I giochi non sono complessi; ma sono sempre estremizzati e volti a stressare i protagonisti per estrarre la loro vera natura, il loro vero carattere. Non importa, quindi, chi vinca o perda il gioco, lo stesso è una scusa. Decim è un Moderno Minosse, un giudice che decide il destino delle anime dei defunti. Lui deve valutare se questi devono reincarnarsi o svanire nell’oblio (al posto di Inferno e Paradiso, in tradizione orientale insomma) e usa questo teatrino per farlo. Alla fine li accompagna solo agli ascensori e questi li porteranno dove meritano. Decim però non è il solo a fare questo lavoro. L’aldilà è pieno di locali così gestiti da giudici e questi hanno supervisori, fattorini, tecnici per i materiali e capi. C’è tutta una complicata struttura che gestisce le anime e che lavora freneticamente per smaltire gli spiriti dei defunti. Questa struttura, però, potrebbe non essere perfetta e magari è fallibile, magari addirittura migliorabile. Il tutto viene messo alla prova, in particolare, da una ragazza senza nome che Decim si troverà a tenere nel suo locale per un pò come aiutante, più che vera e propria collega. Costei, forte delle sue emozioni umane, Aiuterà Decim e la sua organizzazione a comprendere meglio il loro lavoro.

Questo anime si basa molto di più sulla affascinante e disturbante ambientazione che sulla sua trama stessa. Tutto ha una tinta dark e gotica, visto che si parla di morte, altalenata a colori sgargianti e personaggi carini un pò nello stile emo che, appunto, andava di moda e tanto mi faceva storcere il naso. Glissando sull’estetica, però, l’idea del giudizio delle anime è interessante, la scusa del gioco, magari puerile; ma reso un pò dark in qualche modo..può interessare e lo spettatore si appassiona anche a cercare di giudicare egli stesso, via via, ad ogni puntata chi è buono, chi è cattivo e come i soggetti verranno giudicati. Questo è il grande difetto di “Death Parade” però. Vieni deluso nella maggiorparte dei casi e succede perchè i giudizi sono sbagliati. Spesso il giudice sbaglia e non perchè non è daccordo con quello che pensi tu, proprio la trama ti spiega che ha sbagliato. Sì; ma nello sbagliare disintegra l’anima della gente…è una cosa di una cattiveria rara e che ti fà innervosire. Personalmente ho trovato frustrante vedere una cosa così importante come l’eternità affidata a creature tanto immortali quanto incompetenti. In secondo luogo la trama portante, invece, ruota ovviamente su come funziona questo mondo e sulla ospite di Decim. C’è mistero..più curiosità che mistero e interesse. Ti viene spiegato praticamente tutto e, parzialmente, compensa il difetto che ho esposto poc’anzi; ma ti lascia un pochino deluso comunque. Inoltre la trama si conclude come arco narrativo; ma lascia tantissimo spazio per continuare, probabilmente sperando in serie future che, invece, non sembrano arrivare. Ti rimane quindi anche un pò di curiosità non soddisfatta sull’ambientazione stessa.

Graficamente questo anime è molto buono. Lo stile non piace a me; ma come è disegnato invece è bello. Piace guardarlo, è affascinante nell’estetica di molti di questi ambienti da oltretomba rivisitati (il biliardo cavolo! Spettacolare!) e tutti gli effetti sono buoni. C’è una brevissima sequenza di combattimento che è gradevole e, per il resto, mai cadute di stile.

Musicalmente questo anime non è messo male. La musichtte interne sono poco ingombranti e tranquille, mentre la Opening e la Ending sono buone, in particolare la Opening è molto carina anche come filmato in se, mi è piaciuta molto.

In definitiva Death Parade ha un’idea proprio interessante; ma che col proseguire della serie si perde un pò nel non darti quello che vuoi. Non è completamente prevedibile ed è un pregio; ma non è neanche così appagante, ti lascio molto un senso di incompiuto alla fine. peccato.

Summer camp

Questo film fà parte del mucchio di “prendi tutto che tanto devo fare il turno di 654 ore” che regolarmente mi metto da parte. Non sapevo niente di niente, neanche ricordo la forma della locandina mentre scrivo queste righe. L’unica cosa certa è che fosse un horror perchè praticamente è l’unico genere del quale scarico tutto indifferentemente da: nome, aspetto, fama, giudizio degli altri. Così a naso il nome mi sapeva di posto pieno di psicopatici.

Mi sbagliavo. Oh se mi sbagliavo. Il film ruota attorno a Will e Antonio, due istruttori di un campo estivo spagnolo. Insieme a loro ci sono Christie e Michelle due ragazze ‘nuove’ lì per lo stesso motivo. Sono in Spagna e sono americani perchè a questo campeggio i bambini devono imparare l’inglese. La cosa buffa è che le ragazze non sanno una parola di spagnolo e devono insegnare l’inglese a bambini locali; ma vabè, viene fatto capire chiaramente che non vengono scelte per la loro capacità. Dove Will è uno serio Antonio è un pò più uno scapestrato e un Dongiovanni, dove Michelle sembra una tipa tosta Christie è una principessina piagniucolona rotolata fuori dal suo castello. I quattro trascorreranno un’ultima notte soli nel campo, isolati da tutto nelle campagne spagnole con, come unici vicini, un gruppo di arroganti e strambi fattoni in camper stabilitosi poco lontano. Durante la notte però, qualcosa andrà drammaticamente storto e alcune persone inizieranno a trasformarsi. Non voglio spiegarvi nemmeno in cosa, non devo e non voglio rovinarvi niente di questo film. I ragazzi dovranno sopravvivere a questa situazione strana e nuova (anche per lo spettatore) e oltretutto scambiare continuamente i loro obbiettivi e i loro rivali mano a mano che il tempo passa e cercano di capire anche cosa sia davvero successo per causare tutto quell’insolito macello. Il finale, a differenza di molti horror, è guardabile e sensato.

Bravo! Cacchio non mi aspettavo di trovarmi di fronte un film tanto originale e bello, sono costernato. Il cast è composto da attori attraenti sì; ma anche impegnati e bravi. La storia è decente, con pochissime pecche, e originale. Quello che succede è assurdo e geniale perchè permette, proseguendo con la storia, di cambiare continuamente sia chi siano i protagonisti sia chi sia l’antagonista. L’ambiente è sensato e, per una volta, i telefoni prendono e il problema è che nessuno sà la lingua! (è buffo, lo ammetto! Forse la cosa meno sensata del film). Lo svolgimento è sensato anche perchè, verso il finale, arriva un corposissimo spiegone a chiarire tutto. Dovuto secondo me perchè la situazione era complessa e insolita. Il finale è agro come per la maggiorparte degli horror; ma se di solito il ‘cattivo’ ricompare a caso uccidendo i protagonisti senza motivo…quello che succede qui è completamente diverso, tragico e anche girato bene. Sì, in generale la regia di questo film non è geniale; ma ha un paio di inquadrature non male. La violenza è esagerata, sopratutto ai danni di un personaggio e, seconda pecca del film…il dolore diventa un problema relativo (cosa abbastanza comune nei film in generale in verità). Durante i titoli di coda c’è un secondo epiloghino solo parlato, per chi è interessato.

Diego Boneta è Will. Bravo, proprio bravo. Anche solo per giocarsi i momenti “ciechi”; ma in generale ha il personaggio che deve spaziare di più per situazioni e dialoghi e li regge bene.
Maiara Walsh è Michelle. A parte l’innegabile bellezza devo dire che è l’unica che riesce a strapparti anche un certo momento di commozione quindi che le devi dire di male? Niente.
Jocelyn donahue è Christie ed è…ok. Il suo personaggio è meno difficile; ma ha i suoi momenti che richiedono il giusto impegno, non posso dire che sia andata male.

A livello di effetti il film richiede un cazzo praticamente. Cinque minuti di make up? Eppure il risultato è eccellente. A livello di ambienti pure è bastato veramente poco per rendere tutto perfetto. Il merito qui è tutto di chi ha pensato il film, probabilmente mirando anche proprio ai pochi soldi e volendo lavorare sulle capacità degli attori.

Musicalmente c’è un pochino di tensione, forse più che in altri; ma non è che ricordi un motivo in particolare. Mi è piaciuta abbastanza la musica dei titoli di coda.

Bello bello bello! Horrorino originale e bene interpretato, lo consiglio a tutti!

Stranger Things: seconda stagione

epic poster is epic

La prima stagione di questo serial horror fantascientifico ha spaccato. Punto e basta. Che altro bisogna dire? L’amalgama di cose anni 80 che prende ispirazione a mani piene dal mondo di King e quello di Spielberg è riuscita ad accontentare praticamente tutti con risultati talmente ottimi che questa seconda stagione è vista come la seconda venuta di Cristo quasi. Quindi bando alle ciance e vediamo un pò di cosa parla Stranger Things 2.

E’ passato un anno dagli eventi della prima saga. I ragazzi si sono rimessi in sesto…più o meno. Adesso vanno a scuola come all’inizio, perfino Will. La situazione tra Nancy e Jonathan si è placata e lei è tornata dal suo ragazzo, Steve. Undici è sparita nel sottosopra e, per quanto Mike non se ne sia dato pace la situazione non stà cambiando. Qualcosa però succederà, sia qualcosa di mondano che..no. Tanto per cominciare una nuova ragazza, di nome Max, si trasferirà a scuola e desterà l’attenzione del gruppo per il suo stile e non solo. Will invece dimostrerà altri problemi che, piano piano, riaffioreranno. Il suo viaggio nel sottosopra gli ha lasciato degli stress e delle fasi allucinatorie cicliche che, però, hanno un vago sapore di profezia e sembrano indicargli qualcosa che minaccia tutta la città, qualcosa di grande e terribile, anche troppo. La storia si svilupperò su tre livelli, quello più mondano delle relazioni sociali tra i ragazzi in città, quello sovrannaturale con Will e la sua famiglia (poi tutti) che combattono il sottosopra e quello che ci racconterà nuove cose sulla storia di Undici sù dove sia venuta e anche su dove sia finita. Il finale sarà chiaro e decente; ma lascerà spunti per nuove stagioni (già si sà che ce ne saranno almeno altre due).

E’ un bel telefilm. divertente, simpatico. Non mette niente di nuovo dalla prima serie. E’ una specie di Remake, situazioni simili. will inguaiato, tutti che lo aiutano, la mamma che smatta per casa. Lo sceriffo che sclera immergendosi nei guai e le macchinazioni politiche. I bambini che nessuno si caga; ma che affrontano il supermale e vincono. La sorella di Mike che fà triangoli. Tutto quasi carta-carbone. Gli elementi nuovi sono pochi. Max, D’art, Nove e l’episodio su nove che sà di filler e, genericamente “fregacazzi”. Anche se ci sono, però, sono dettagli piccoli in un grande quadro drammaticamente uguale. Sì, la trama si è portata avanti; ma lo ha fatto ricalcando i passi in maniera troppo simile perchè si possa gridare al miracolo. Stranger Things era bello, il due non cala di ritmo, però l’effetto novità non c’è e loro tentano comunque di marciarci un pò troppo. Per questo trovo difficoltà a dire altro. Piaciuto il primo? il secondo è ok. Senza aver visto il primo comunque non ci capirete niente quindi state al posto.

David Harbour rimane il mio attore preferito con il suo sceriffo Hopper che è tanto da manuale quanto ben portato. Alcuni lo paragonano al Bud Spender col suo supersceriffo…quasi!
Wynona, come sempre, sclera in giro per casa facendo mamma Joyce. E’ okkay anche lei; ma spiace vederla arenata sulle solite scene ritrite.
Non mi soffermo sui bambini, non ho notato cambiamentoni dalla prima serie e non mi hanno stupito particolarmente, sorry.

A livello di effetti c’è sia poco che molto da dire. Perfetti. Creature fastidiose anche solo a vedersi, inquietanti. Ambienti assurdi e decisamente claustrofobici, vivi e che interagiscono con tutto il resto alla perfezione. Un altro mondo che ricorda Silent Hill e questo è un complimento. E’ bello, di più, è pensato bene. Cosa importante.

Musica? Sì. c’è una colonna sonora rispettabile che gioca sia sull’effetot anni ottanta, pesantemente, che su temi bene orchestrati.

Non avrà niente di nuovo; ma regge bene la botta della prima stagione.

Videodrome

Questo film è una specie di cult. Basti dire che uno youtuber abbastanza popolare, come Frusciante, ha un videonoleggio che si chiama così. Ecco, diciamo che l’ho visto per quello, altrimenti non l’avevo mai sentito nominare e non sapevo proprio cosa fosse e invece ho avuto la curiosità. Fondamentalmente è un film di fantascienza cyberpunk di moltissimi anni fà (1983) che affronta il difficile tema della gente: “rincoglionita dalla televisione” che è andato avanti per anni fino a che, adesso siamo: “Rincoglioniti dai cellulari”.

Max è il direttore di una piccola tv secondaria. Il suo canale, essendo minore, cerca di fare ascolto trasmettendo roba forte come pornografia e altri programmi un pò shockanti. Lui è un tipo sciolto, sicuro di cosa fà. Intervistato in una trasmissione sul tema conosce una bella conduttrice e lo strano professor Oblivion che parla di quanto la televisione entri e governi la vita quotidiana. Nasce una storia con la ragazza; ma contemporaneamente gli affari di Max lo portano a cercare materiale sempre più shockante e incappano in una trasmissione pirata che, ora, definiremo:”Snuff”. Scene senza un perchè di violenza totale. Omicidi in diretta perlopiù. Max ne è entusiasta, scopre che queste trasmissioni si chiamano “Videodrome” e vuole trovarne i produttori per trasmetterle a sua volta. Indagando, però, si troverà a subire, sempre più frequentemente, strane allucinazioni che lo portano a dubitare di cosa accada realmente e cosa no. Diviene egli stesso uno strumento di proiezione sul quale trasmettere nuovi programmi, nuove storie che nessuno sà se siano vere. Nemmeno tu che osservi. Il film si conclude in un modo criptico con un messaggio esplicitamente forte; ma ti lascia anche il dubbio più classico. Quanto di quello che abbiamo visto era realtà e quanto allucinazioni?

Non è un film facile. C’è denuncia alla società come se ne ritrova spesso nelle ambientazioni distopiche dove una tecnologia ha preso il sopravvento. Suona buffo, ormai, che la denuncia sia alla televisione che stà un pò passando; ma è vero che ancora rende schiava la maggioranza della popolazione. L’idea che la persona diventa vero e proprio lettore nel quale inserire i nastri è inquietante e resa in modo disgustoso (non che è fatto male; ma che fà impressione), anche moralmente. L’idea della chiesa catodica fà quasi paura per quanto sembri logica e le macchinazioni da supercattivoni che stanno dietro a tutto sono classiche del cyberpunk. Non ci sono dubbi che questo film sia diventato un classico in quanto porta avanti dei clichè che sono stati ripresi molteplici volte in prodotti successivi.

James Woods, è Max. Non è uno dei belloni esagerati dei tempi moderni. Ha un pò l’aspetto da mediomen. La sua recitazione non è eccelsa però è adeguata ai vari e continui momenti di alienazione.

Gli effetti speciali sono quello che potevano permettersi all’epoca e…sono buoni! Le protesi organiche fanno impressione per quanto sembrano vere e disgustose; ma ancora più strani sono gli oggetti che respirano, le televisioni che si deformano, addirittura il mobile della camera che diventa una amante desiderosa di essere toccata o la videocassetta/braciola. Tutto dimostra un lavoro di costruzione che ormai è superato; ma che invece era lodevole.

Non ho particolari ricordi della colonna sonore di questo film. Mi pare ci fossero dei temi un pò totalitari e inquietanti nei momenti di massimo pathos, un pò a sototlineare l’andamento in discesa degli eventi.

Non è un film che possono apprezzare tutti perchè, purtroppo, è vecchio. Nonostante lo abbia compreso a pieno non mi piace neanche troppo il finale che è sensatissimo; ma ti lascia un senso di incompiuto. Voluto sì; ma non dallo spettatore.

Thor: Ragnarok

Discothor!

Altro cinecomic Marvel. Tanto li vedo tutti, il genere mi piace e non posso farci niente, neanche voglio farci qualcosa. Thor è uno dei miei personaggi mitologici preferiti; ma i film mi hanno subito spiegato che della mitologia non gliene fregava niente e che Thor sarebbe stato un pò stupido. E’ stato così in “Thor”, di più in “Thor: the Dark World”, qui poi. Oltretutto hanno trasformato qualcosa di magico e mistico in alieni e astronavi. Allora perchè lo guardo? Per completezza e perchè, sotto sotto, se non penso a quello che volevo, tutto sommato mi piace.

Il film è ambientato tanto dopo Thor 2 e fà più riferimenti ad Age of Ultron che a quel film stesso. Sbrigativamente, nel parlato, vengono mosse tantissime pedine che erano altrove e spiegato perchè sono o non sono lì. Dove è Thor? Dove è Loki? Dove è Hulk? (non è uno spoiler, si vede nel trailer gente), dove è Natalie Portman? ( tanto il personaggio è dimenticabile) Che fanno ad Asgard? Dove è stato Thor tutto stò tempo? Tutto risposto a chiacchiere qua e là. Poi le mazzate. Poi Thor torna a casa: le battute e le mazzate. Così insieme a Loki cercano Odino che gli spiega quanto li ha lasciati nella merda e quanto ha intenzione di lasciarceli ancora di più e li saluta. Arriva Hela, signora degli inferi e (qui) sorella maggiore dei due. Vuole ereditare Asgard e, siccome è la dea della morte, conquistare l’Universo ed uccidere tutti. Un’idea ardita magari; ma è leggermente sborona quindi pare che abbia delle possibilità di farcela. Questa picchia tutti, spara i fratelli in giro per il multiverso e, visto che c’è distrugge Mjolnir (tutto nel trailer che è poco spoilerone, mi dicono). Thor finirà a fare il mercenario in uno strano mondo spazzatura, guerriero di una moderna arena spaziale incontrerà lì Hulk, anche lui portato lì dalla stessa cacciatrice di taglie che ha preso anche Thor. Insieme e con Loki che passava di lì faranno pim! pum! pam! e battutine per scappare da quel non troppo strano mondo da Guardiani della Galassia e tornare nella loro ambientazione fuffoscientificha. Mondo dove Heimdall guida la resistenza contro Hela che Jhon Connor levati: io ho lo spadone. Alla fine tornano lì e si scontrano con la dea della morte che è immortale (il che non sò se è logico o scontato). Pim pum pam e battutine; ma non basta! Cosa si dovranno inventare? Una bella sequenza animata da videogioco e pim pum pam battutine! Vai che il film è finito! Yeeeh! Scene post credit? Sì, due. Una prequel di Infinity War e una per ridere, che è bello. Senza pim pum pam però. Saluti a Leo Orotolani che si impiccherà se vede questo film. Ti volevamo bene Leo.

Mi spiace perchè, se devo essere sincero, sono uscito dal cinema divertito. E’ un film spensierato dove, davvero, spegni il cervello e non devi accenderlo mai. Ma sembra anche che abbiano deciso che Thor è il supereroe per bambini. Le sue trame sono più stupide, i personaggi più stupidi, gli amici più stupidi, i cazzottoni più grossi. La vicenda và avanti a piccoli episodi collegati da una trama che ha anche senso; ma sembra di vedere:”succedono cose a caso per due ore” forse perchè c’è troppa varietà, non saprei dirlo. Il mischione di ambientazioni ed eventi più o meno inaspettati stordisce un pò. Bello, Odino, Bellissima Hela, fiche le valchirie e poi? Poi un mondo arena risparmiabile che pare uscito da Star Wars se proprio vogliamo dirla tutta, sia per i pianeti che per gli abitanti, che per le astronavi (contaminazione fra proprietà Disney?). Con un Jeff Goldblum ridicolo e inutile che quasi infastidisce. Un Hulk stupido, che non sembra neanche davvero arrabbiato; ma più un bambinone riottoso e bonaccione. Un Hulk non Hulk che forse è la cosa che mi ha scazzato più di tutti. Perchè dello sfregio verde che cita non ha niente, perfino la famosissima frase:”Banner non c’è! C’è solo Hulk!!!” in realtà è detta senza punti esclamativi, spoglia della psicologia e dell’epicità che meritava. Uno scontro del secolo che…sì è carino e poi DragonballZ. Diciamo pure che c’è più Toriyama che Lee in questo film, e Stan Lee fà un cameo eh! (No, Akira Toriyama non lo fà invece, sorry guys). Poi ci sono mostroni grossissimi, eserciti fortissimi, personaggi che passano a salutare. Alcuni supercattivi sembrano sopravvalutati, come sempre, risultando piatti e tristi; ma questo non lo direi di Hela, Hela è un bel personaggio per essere un cattivo Marvel. Poco approfondito, sì; ma bello. Nella scena finale sembra così tanto un videogame che schiacci tasti su ogni cosa per vincere, c’è pure il filmato nello sfondo. E’ God of War puro. Allora fà schifo? No. Incredibilmente no. Ti tiene attento con le sue lucette, con le mille risse, con le situazioni improbabili, con l’estetica splendida di praticamente tutto con il: “dove cazzo vogliono andare a parare?” e anche con le battute che, diciamolo, sono puerline e sottotono per un film Marvel. Sembrano cose per cartone animato da bambino; ma qualche ghigno te lo strappano. Certo ho sentito dire:”Miglior film Marvel”. No, col cazzo. Questo film è una brutta copia di “Guardiani della Galassia” perchè ne copia lo stile a piene mani aggiungendoci solo un pò più di spettacolarità nei combattimenti, eppure è meno intrigante e fà ridere (molto) meno. Quindi è un film di merda? Un brutto film orribile? No. La verità è che, dopo questa caterva di difetti rimane quel “Pim pum pam!” che è bellissimo. Ogni colpo è una figata, ogni botta ti fà desiderare di vederla ancora. Ogni coreografia di battaglia è terribilmente epica, quasi ogni mossa ti và saltare sullo schermo. Gli effetti speciali fanno tremare il cinema e sì, di quello ne vorresti ancora. non è un caso se ho citato DragonballZ per me è identico in pregi e difetti e questo che vuol dire? Che anche se lo ritengo tanto stupido io amo DragonballZ, quindi anche Thor Ragnarok.

Chris Hemsworth fà Thor e per me è un buon attore. A parte il fisico statuario e pompatissimo lui si impegna. Poi qui è una macchietta comica che dà i pugni, non può brillare più di tanto recitando l’idiota; ma non è colpa sua.
Tom Hiddleston è Loki. Fà le stesse cose di sempre, le ragazzine si bagnano e lui fà sorrisi ammiccanti. Quando vuole fare il pericoloso fà ridere; ma penso sia voluto per ridicolizzare un mastermind che tenta di menare.
Cate blanchett è Hela. Questa signora del 69, senz’altro con l’aiuto del computer, non lo negherò, è sexy da morire. DA MORIRE. Nonostante abbia un personaggio poco approfondito lei si impegna tanto ed è brava poveretta, tanto, tanto brava. Si sente un pò il peso di grandi attori costretti in stì ruoletti da film stupidi, mi spiace…
Come mi spiace per Antonhy Hopkins che è un dio e ci porta qui su schermo…un dio. Per poco; ma quel poco l’ho trovato eccellente.
Idris Elba qui è nero e ringhia. Povero, a malapena parla: che doveva fare?
Jeff goldblum è uno degli attori più sopravvalutati, secondo me. Non mi è mai piaciuto sin dai tempi di Ian Malcom. Aveva un ruolo da coglione e fà il coglione, niente di che.
Thessa thompson è la Valchria. anche voi vi siete detti per tutto il film;”Ma io dove l’ho vista?”. Poi magari avete pensato a “Creed” e ci siete accontentati. No, lei è Charlotte Hale di Westworld. Vi si apre un mondo ora? Sapete cosa? E’ stata anche drammaticamente brava nel creare un personaggio sfaccettato in un film come questo.
Karl Urban nel ruolo di Skurge l’esecutore! Ma che Cast titanico ha stò film? Poverino ha un ruolo così di merda che non lo riconosci!!
Mark Ruffalo è coperto dalla CGI di Hulk per grna aprte del film. Nonostante tutto quando recita continua a dare tanto, secondo me.
Benedict cumberbach è Dottor Strange. Ha pochissimo tempo a schermo, mantiene il suo aplombe inglese senza scomodarsi.

Parliamo delgi effetti speciali? Parliamone! Tutto, davvero tutto, nel mondo di questo film, è bellissimo. E’ curato, dettagliato e ballo al punto di volerlo fotografare. Passi per Asgard che è sempre stata bella; ma gli altri mondi? Perfino il mondo rottame è un sacco ispirativo, pensato e realizzato fino a renderlo vivo, con un sacco di splendide sfaccettature che magari neanche noti; ma ci sono! Questo si ripercuote anche su ambienti, personaggi…tutto! Personaggi? Sì! Thor in primis è spettacolare. Solo la cura sul suo costume e la lenta evoluzione dello stesso sono bellissime. Quando si parla di vederlo usare i poteri del dio del tuono e andare in supersayan, poi, si può pure andare in estasy. Non c’è niente che non sia bello. Hulk? si può criticare la caratterizzazione; ma la realizzazione no. Hulk trasferisce potenza ad ogni passo, forse ne avremo voluta di più; ma non è la realizzaizone questa, è la trama. E’ forte, è bello e ci sono un paio di scene di sovrapposizione con Banner che ho trovato anche artistiche. Le astronavi? Studiate, fantastiche, un pò Star Wars come detto; ma è davvero un male? Hela? Porca miseria Hela ha un aspetto incredibile, è splendida e anche l’idea che si trasformi per combattere può non piacere; ma è realizzato bene quanto il suo terribile potere. L’esercito di Hela pure è molto bello, peccato li si veda poco e più come pedine inutili che altro. L’esercito di Asgard? Bellissimo a sua volta, anche se risente dello stesso problema. I mercenari spaziali? Cazzo che fighi! Forse solo quello di pietra, talvolta, si nota che è un pò di gomma, lui forse è l’unico effetto speciale di tutto un film dove a schermo ci sono solo quelli che non sia perfetto. Non fatemi parlare di Surtr, del fuoco e di mammamiaquantoèspettacolarequeltipolì!

Colonna sonora? Di un film che usa come main theme:”Immigrant song” dei Led Zeppelin? Mi potrei anche fermare qui! Ti gasa così tanto che saltelli sulla poltrona e visto che è accostata a scene di brutale combattimento è puro godimento. Tanto che un pò eclissa il resto della colonna sonora che, a dirle tutta, è comunque ben congegniata, adatta alla scene e fà un sapiente mix di note create apposta e note popolari.

In definitiva Thor Ragnarok farà esaltare chiunque sotto i dieci anni. Per tutti gli altri sono degli SPLENDIDI fuochi d’artificio; ma vi prego di ignorare la trama o altrimenti non vedetevelo perchè ne uscireste schifati.

The babysitter

Questo film original Netflix è stato molto pubblicizzato dalla piattaforma stessa ed è il motivo del perchè l’ho visto. Il trailer era carino e faceva un mix di orrore e umorismo che mi ha ricordato vagamente :”Jennifer’s body” un film con Megan Fox che molti trattano come una schifezza e che invece io ho adorato per la sua comicità e la parodistica realizzazione del prodotto. Ma torniamo al film di ora?

Cole è un ragazzino di quattordici anni abbastanza viziato. Si nota che i genitori sono apprensivi e un pò troppo protettivi con lui. Quindi è cresciuto con una indole gentile, poca aggressività e la lacrima facile. Questo l’ha reso vittima dei bulli più o meno H24 e l’unico momento di pace che ha è quando se ne stà a casa. Cole è un ragazzino intelligente, non ha grandi difetti; ma non può camminare sui suoi passi al punto che, nonostante l’età, ancora ha una Babysitter. La questione è proprio questa: i suoi genitori spesso escono la sera e dormono fuori per vacanze non meglio precisate e lui viene affidato a Bee una meravigliosa ragazza con la quale ha anche un ottimo rapporto di amicizia e che si prende cura di lui come se fosse un bambino nonostante sia quasi in età da patente (in America). Complice, però, un’amica e un pò di gossip, una sera Cole decide di non andarsene a letto; ma di fingere solo di dormire per spiare cosa Bee fà la notte. Scoprirà così che Bee ha invitato ben cinque amici a casa sua e che….organizza riti satanici nel suo salotto. La situazione cambierà di colpo anche perchè protagonista e antagonista sono molto legati, si conoscono e un pò si rovinano i piani a vicenda. In particolare il gruppo di neo-satanisti cercherà immediatamente di prendere il ragazzino e fargli la festa per non avere testimoni dei loro atti sacrileghi. Cole dovrà darsi una svegliata per sfuggir loro e riuscire addirittura a batterli fino ad affrontare lo scontro finale contro la sua amica e guardiana.

Suppongo che alcuni potrebbero definirlo “stupido”; ma per me un opera come questa è arte. E’ un umorismo grottesco e studiato, che pare solo terra terra; ma che rende ridicole le cose serie facendole affrontare da persone con psicologie normali, invece della psicologia, da film e quindi con reazioni misere, idiote e in generale da uomo medio anche per protagonisti, malvagi e quant’altro. Il tutto condito con una enorme dose di surrealismo (sopratutto nella violenza, le ferite mortali non lo sono mai troppo, nemmeno le più evidenti). La trama è talmente semplice che, a tratti, ricalca:”Mamma ho perso l’aereo!” e la cosa buffa è che un personaggio del film lo dice pure (e questa una delle cose che amo) l’estetica è geniale e ha un pò dello stile del mai troppo adorato:”Scott Pilgrim Vs. The World” con scritte da videogame che compaiono in sovraimpressione e cose di questo tipo. In generale l’orrore è nullo, la violenza così esagerata da risultare comica, la comicità brillante e il finale figo. C’è anche una breve scena post-credits, più perchè la gente se la aspetta che perchè serva davvero.

Jadah Lewis nei panni di Cole se la cava benissimo! Spazia molto nelle varie emozioni rendendoci partecipi della crescita emotiva del suo personaggio. Non delude mai e tiene il film quasi tutto da solo.
Samara Weaving nei panni di Bee pure è brava! Non è solo una bellona (per quanto, cavoli, è stupenda); ma regge un pò di ruoli di parlato e anche dei cambi emotivi non male. Questo non melo aspettavo! Se ve lo state chiedendo, no, non è la figlia di Hugo; ma la nipote sì.

In quanto ad effetti speciali il film non strafà; ma nemmeno fà schifo. Semplicemente è semplice. Il tutto è concentrato sopratutto sulla violenza, sullo splatter, su alcune scene di devastazione e sulle scritte 3d in sovraimpressione. Quindi niente cose da capogiro; ma solo effetti fatti bene e utili alla storia.

La colonna sonora è buona. Non dico che sia esaltante, dico che funziona, che è allegra e che usa diversi brani popolari per esaltare alcuni momenti “giusti” riuscendoci perfettamente.

Probabilmente chi ha poco senso dell’umorismo e non sà apprezzare l’umorismo che si mescola ai vari generi non lo capirà; ma per gli altri è oro 24 carati.

Roujin z

Due nomi due

 

Roujin z è un film anime abbastanza vecchio (si parla del 1991) ad opera, tra i tanti, dell’autore del celebrissimo “Akira”: Katsuhiro Otomo; ma io non disdegnerei anche la mano di Satoshi Kon, in effetti. Cosa che si nota a vista d’occhio dal tratto. L’argomento trattato è fortemente cyberpunk e più orientato sul sociale in realtà. Una mia amica l’ha trovato e mi ha chiesto di vederlo quindi non sapevo esattamente cosa aspettarmi; ma il mero trailer gridava “Akira” a pieni polmoni.

La storia è ambientata in un futuro non troppo remoto dove il Giappone vive una crisi dell’età. Nel senso che ci sono sempre più anziani e sempre più a gravare su uno stato che deve dargli sostentamento senza poter più pretendere niente da loro che sono: vecchi, malati e deboli. Questo assimila anche gran parte del tempo dei giovani, ovviamente. La storia infatti parla di una ragazza di nome Haruko che fà l’infermiera volontaria per gli anziani, in particolare per il vecchio Kiyuro Takazawa, ormai invalido allettato e incapace di fare praticamente qualsiasi cosa. A malapena è conscio di cosa gli capita attorno. Il ministero della salute, però, crea un prototipo di un super-letto robotico che si prenda cura degli anziani autonomamente togliendo l’impiccio a chi deve seguirli. Questo prototipo viene poi usato proprio su Takazawa che è il “fortunato” vincitore del test e verrà usato per mostrare il funzionamento della macchina. L’avveniristico oggetto non solo può lavarlo, pulirlo e fornirgli distrazione; ma è capace di rimodularsi per le necessità di spazio ed emergenza (nella grafica si vede perfino la caduta di meteoriti!) e si assecondare i bisogni del paziente collegandosi ai suoi pensieri. Il tutto viene gestito da un computer intelligente auto-apprendente potenziato con un piccolo reattore nucleare. Uno strumento all’avanguardia e potentissimo dal fantascientifico impiego sanitario. Il mezzo si dimostra subito poco buono. Semplicemente è freddo e impersonale e sembra più essere uno strumento di tortura per l’anziano che qualcosa che lo aiuti veramente. Questo spingerà Haruko a tentare letteralmente di ‘salvarlo’ dal ministero in diversi modi. L’ultimo dei quali una incursione hacking che cercherà di spingere il vecchio ad ordinare alla macchina di riportarlo a casa. Il super-computer intelligente dello strumento, però, si evolverà a tutti quegli input e, seguendo la direttiva di mirare a rendere il proprio paziente felice evolverà di continuo sviluppando una apprensiva personalità marcate che, al contempo, non ha riguardi per nient’altro che il suo ospite e iniziando ad evolvere anche il suo hardware fagocitando altri oggetti e divenendo sempre più grande e mostruosa. Alla fine si mobiliterà anche l’esercito per cercare di fermare la macchina fuori controllo che, ovviamente, si scoprirà essere di più di quello che si dice. Il finale sarà abbastanza buono, anche se seguito da un siparietto comico che uscirà un pò dal tema.

Genericamente intrattiene. L’argomento è meno figo di quaunto può essere Akira, molto meno bellico. E’ un film che parla di pietà e di contatti umani, di come le macchine ci rendono impersonali, distanti e soli. Ci lasciano morire, ci divorano e divorano tutto il nostro mondo. In particolare è associato al concetto, già presente all’ora, del problema reale dell’età media che sale, del mantenimento di generazioni di anziani e malati…spesso abbandonati a loro stessi a morire di stenti, anche. L’idea che un governo fantascientifico crei un letto del genere è surreale anche nell’ambientazione: costa semplicemente troppo, anche con la spiegazione successiva che aggiusta un pò questo tiro; ma te ne fai una ragione un pò come per le favole. I protagonisti sono poco interessanti tranne Haruko stessa, il centro di tutto è la macchina e la sua drammatica evoluzione con le conseguenza che comporta. Non c’è mai eccessiva azione, ci sono molti tubi che avvolgono e divorano le cose e…basta. Alla fine è interessante, a tratti un pochino divertente (per quanto antiquato; ma perchè è proprio vecchio il film) e si fà guardare.

A livello tecnico è vetusto. Questo perchè è il 2017. Per i suoi tempi invece era più che buono e i vari effetti di ‘fusione’ e transformazone del letto erano senz’altro opere da ammirare. Perfino l’unica battaglia seria che c’è ora risulta quasi noiosa; ma hai tempi era una roba decente.

Musicalmente non dice molto; ma non ci punta neanche così tanto.

Per i cultori del genere è interessante sia artisticamente che socialmente. Per i non-fan è invecchiato molto male e difficilmente offrirà molto intrattenimento.

Viking Legacy

Credo che questo film sia stato prodotto cavalcando la popolarità del serial “Vikings” del quale tutti parlano molto bene; ma che non ho mai visto. E’ chiaramente una cosa sui vichinghi con violenza varia e gente fica perchè, diciamocelo, la cultura del Nord era tanto crudele quanto sborona. Ed era crudelissima. Qui però non si parla di “Vikings” si toglie la ‘s’ e ci si mette una bella “legacy” che così c’è più ciccia. Ci aspetta un epico viaggio fra elmi cornuti, asce, drakkar, treccine e miti nordici!

Una voce narrante ci spiega che esistevano sette pergamene che erano affidate a sette re del Nord. Una leggenda diceva che, a chi le avrebbe riunite, avrebbero dato il potere di unire tutti i regni sotto di se. Un re illuminato le prese tutte e le portò a dei preti cristiani, perchè sì, e ci cacò anche sua figlia, sempre perchè sì. Fece bene comunque perchè gli altri re, leggermente incacchiati, gli fecero la festa. Ma poi, se le aveva radunate per portarle via…non era già il super-re lui? Boh. Molti anni dopo questa bambina è bella grande; ma i vichinghi l’hanno scovata e irrompono nel monastero! Il mentore di lei gli dà un libro con tutta la sua storia e le dice di fuggire prima di venire ucciso male. Lei scappa, trova degli stupratori casuali, fugge in spiaggia e trova un vichingo casuale che li uccide. A questo punto lei cura il vichingo e lui decide di scortarla per simpatia. Si scoprirà poco dopo che questo signore era a capo di un super esercito invasore del quale facevano parte anche quelli che hanno ucciso i monaci; ma è rimasto in spiaggia a pestarsi male coi sassoni e si sono sterminati tutti (anche se in terra ci sono due cadaveri e tre scudi). Questo uomo, Sven, è il giovane figlio del capo dei Vichinghi che…gira con una scorta di massimo quattro persone seminando terrore e mestizia nella Sassonia. Senza motivo alcuno Sven protegge Orlehis, la ragazza e, così facendo, si inimica il proprio popolo. Tutti e cinque.I due fuggono per un pò facendo diversi incontri casuali cercando di scappare agli inseguitori, riuscendoci spesso; ma non sempre, perdendo il libro importantissimo che si rivela essere inutilissimo e trovando anche amici lungo il tragitto…o voltagabbana. Il finale darà luogo ad un epica battaglia fra ben cinque personaggi e nel quale morirà più della metà dei partecipanti! Epicità.

Questa è una delle cose più low-budget di sempre. E’ larp puro; ma anche no, nel larp c’è più realismo. Non capisco neanche perchè un film come questo sia doppiato e io poi mi ritrovi a guardare prodotti decisamente migliori coi sottotitoli. La trama è sconclusionata. Stà cosa delle pergamene non ha un perchè e in effetti loro, come il super-libro, non vengono poi usate molto. Si capisce a malapena come finisce e il finale non è interessante. Lo svolgimento della faida interna tra i vichinghi è oltremodo stupido, pieno di malintesi e dialoghi senza senso. Ad onore del vero: quasi tutti i dialoghi sono stringati e senza senso, recitati con stanchezza e incapacità. I combattimenti sono lenti e ridicoli, si sprecano i colpi “alla gobba” ovvero nella schiena a gente chinata, così in realtà gli si poggia la lama sulla schiena che non ci sono gli effetti speciali manco per il sangue finto. I costumi sono passabili, per quanto mediocri le situazioni casualissime. Ci sono almeno un paio di combattimenti che…perchè? Boh. La scena d’amore è praticamente no-sense a sua volta; ma va bene così è quasi il meno peggio. Tutto il film non ha praticamente pregi se non che è talmente fatto male e da poco da risultare, spesso, involontariamente comico. Più volte mi ha strappato risate decisamente inaspettate. Uno su tutti il vichingo cieco. Gli occhi li ha; ma tipo c’è una scena dove la persona che deve rapire gli corre incontro e lo spintona; ma lui è seicento kg di guerriero e non si muove, quindi lei gli rimbalza addosso e tira lungo e lui la guarda con la faccia che esprime un unico pensiero:”Windows 95 potrebbe essersi bloccato: premere CTRL+ALT+CANC per riavvire”.

Non voglio infierire sugli attori, che non penso fossero neanche tali; ma solo amici e parenti chiamati per fare il filmino perchè, davvero, è una cosa penso girata con mille euro.

Gli effetti speciali sono…c’è una testa finta. Poi tutti accorgimenti di inquadratura per celare sempre la violenza o nasconderla dietro gli attori rispetto alla ripresa. Le scene di battaglia sono lente, stupide, senza alcun senso. Viene detto a parole “siamo tantissimi” quando ci sono tre persone in scena. Talvolta ci sono dei greenscreen per mettere persone nel bosco…non ho capito perchè.

Musicalmente ha delle melodiette d’atmosfera fantasy. Non sono belle; ma sono comunque la cosa migliore che si trovi in questo film.

E’ talmente brutto che fà ridere e questo può essere il motivo per guardarlo assieme agli amici.